Abstract
Reviews 433 The study is in general good, but not without some flaws and omis sions. For example, in chapter one she asserts with little argument that Augustus sought to associate himself with Servius and his reforms in partic ular. Her short history of rhetoric under Augustus relies too much on Tacitus' Dialogits and on relatively later sources, (Cassius Dio and Quintilian), omitting Seneca the Elder and Seutonius' lives of famous rhetoricians that bring us closer to Augustus. She asserts in chapter two that history started to become recognized as a rhetorical theory under Augustus, something already clearly understood by Cicero (one thinks of his letter to Lucceius, Ad fanuliares 5.12). Chapter three relies too much on Ann Vasaly and not enough on other scholarship (e.g. Catherine Edwards, Mary Jaeger, and Andrew Feldherr to cite a few) who look at Rome as a "text", and the chapter seems to make a conclusion long since established - that the city could be read as such. Indeed, it seems to me a general flaw of the book that the biblio graphy is frequently jejune, while the study itself covers a good deal of ter ritory that has already' been traversed. Still, Kathleen Lamp's study will help us to rethink the connections between the visual and the rhetorical during this crucial epoch. Steve Rutledge, Sheridan, Oregon [Quintiliano], L'astrologo (Declamazioni maggiori, 4), a cura di Antonio Stramaglia. Cassino : Edizioni dell'Università degli Studi di Cassino, 2013,251 pp. ISBN 9788883170713, e [Quintilien], Le tombeau ensorcelé, (Grandes déclamations, 10), a cura di Catherine Schneider. Cassino: Edizioni delTUniversità degli Studi di Cassino, 2013, 359 pp. ISBN 9788883170683 1 volumi 4 e 10 delle Declamazioni maggiori, rispettivamente curati da A. Stramaglia e C. Schneider, usciti nel maggio 2013 per le Edizioni dell'Università di Cassino, si iscrivono all'interno di un progetto internazionale di traduzione e commento delle diciannove Maiores che raggiunge cosi un totale di undid tomi pubblicati. Entrambi i volumi presentano la stessa struttura, comune a tutta la serie. Nell'introduzione è esposto in modo sintético lo sviluppo dell'argomentazione di ciascun discorso e sono analizzate le principali caratteristiche delle diverse parti in cui si articola. Seguono poi considerazioni generali sulla lingua e sullo stile, e quindi ipotesi sulla datazione e riflessioni sulla fortuna. Successivamente viene proposto il testo latino affiancato da traduzione, in italiano in un caso e in francese nell'altro, e corredato da un ricco apparato di note critiche e di commento. Per entrambi i volumi, il testo latino assunto come base è quello dell edizione teubneriana curata da Hâkanson nel 1982, ma in numerosi passi entrambi gli studiosi se ne discostano, sempre segnalandolo e dandone dovuto conto nelle note di commento. Nella Declamazione maggiore 4 Stramaglia 434 RHETORICA introduce anche una suddivisione degli ampi capitoli dell'edizione critica di Hâkanson in paragrafi di più breve estensione: questa mise en page del testo risulta particolarmente utile per il reperimento e la citazione dei passi. La Declamazione maggiore 4, curata da Stramaglia, è incentrata sul tema dell'astrologia. Si tratta di un discorso pronunciato da un vir fortis che chiede alio Stato, come ricompensa per i suoi atti di valore, il permesso di suicidarsi senza essere per questo condannato a restare privo di sepoltura, secondo quanto previsto dalla legge. La sua decisione deriva dalla volontà di contrastare una funesta profezia fatta da un astrólogo prima délia sua nascita e secondo la quale, dopo essere diventato un eroe di guerra per la sua patria, si sarebbe macchiato di parricidio. L'azione giudiziaria nasce dalLopposizione del padre alla richiesta del figlio. Questa controversia è caratterizzata da un sapiente equilibrio tra terni declamatori tradizionali (contrasto padre-figlio; motivo del parricidio; figura del vir fortis e suo diritto a scegliere la propria ricompensa) e motivi (almeno per noi) più originali, corne il rilievo dato appunto alla temática délia astrologia. Nell'Introduzione Stramaglia nota in particolare corne la scelta del soggetto principale si presenti quale un'evidente concessione a gusti declamatori moderni, anche se poi la declamazione resta rigorosa mente « classica » nel suo sviluppo e nella sua articolazione. Se infatti il rilievo dato all'astrologia non avrebbe certo incontrato il plauso...
- Journal
- Rhetorica
- Published
- 2015-09-01
- DOI
- 10.1353/rht.2015.0006
- CompPile
- Search in CompPile ↗
- Open Access
- Closed
- Topics
- Export
- BibTeX RIS
Citation Context
Cited by in this index (0)
No articles in this index cite this work.
Cites in this index (0)
No references match articles in this index.
Related Articles
-
Philosophy & Rhetoric Sep 2024Joe Edward Hatfield
-
Philosophy & Rhetoric Dec 2023Tina Skouen
-
Rhetoric & Public Affairs Sep 2023José G. Izaguirre
-
Rhetorica Jan 2023Empire of Eloquence: The Classical Rhetorical Tradition in Colonial Latin America and the Iberian World by Stuart M. McManus ↗Don Paul Abbott
-
Philosophy & Rhetoric Jun 2021Timothy Barr