Abstract
Reviews 223 In conclusione, il volume si presenta come un dialogo su ció che la parola fn in situazioni e in culture diverse, nía che possono essere compárate tra loro con risultati significativi. É un dialogo che giunge ad alcune risposte, ma che soprattutto ci spinge a porre domande nuove ai testi delle culture antiche, con un'apertura sperimentale giá ben consolidata di fronte alie sollecitazioni delle discipline linguistiche e antropologiche, da cui i classicisti oggi non possono prescindere. Una nota finale sulla redazione. II volume é curato in maniera attenta, con una introduzione di Simone Beta (pp. 7—14) che, a partiré dal verso omerico dove sono associati erga e mythoi come le due sfere d'azione in cui si manifestano le virtú degli eroi (//. 9, 443), illustra con chiarezza il percorso e le diramazioni della discussione. Qua e la é rimasta qualche piccola svista trascurabile, come Jack per John a p. 9 o come la ripetizione della medesima citazione da Varrone a p. 47 e alia nota 46. La scelta della bibliografía única alia fine contribuisce a daré la percezione dell'unitá del volume. Un indice analítico anche di poche voci forse poteva essere utile per ripercorrere rápidamente i contatti teorici tra i diversi interventi. Alberto Camerotto Universitá Ca' Foscari di Venezia Ars/Techne. II manuale técnico nelle civilta greca c romana. Atti del Convegno (Chieti, 29-30 ottobre 2001), a cura di Maria Silvana Celentano (Alessandria: Edizioni dell'Orso, 2003, Collana del Dipartimento di Scienze dell'antichitá, Universitá Chieti-Pescara - Sezione Filológica 2), vi, 240 pp. Skhéma/Figura. Formes et figures chez les anciens. Rhétorique, philo sophie, littérature, textes édités par Maria Silvana Celentano, Pierre Chiron et Marie-Pierre Noël (Paris: Ens-Éditions rue d'Ulm, 2004, Études de Littérature ancienne, 13), 384 pp. I due volumi in questione hanno stretti legami, da qui l'opportunitá di darne insieme un resoconto. Una prima osservazione che coglie chi abbia concluso la lettura del primo, dedicato al manuale técnico nella civilta greca e romana, riguarda la sua effettiva aderenza al tema, con il risultato raggiunto di una compattezza decisamente insólita per un volume miscellaneo: il libro riesce perfettamente a concillare Lassoluta scientificitá di ogni singólo contributo e soprattutto il suo intrínseco valore all'interno di ogni ámbito specifico rispetto ad autori diversi e problemi singolari con la pertinenza assoluta al tema proposto. Questa qualitá s'impone a maggior ragione se si considera l'ampiezza e la rilevanza del tema stesso, che avrebbe potuto esporre a tentazioni centri fughe, mentre invece qui c é da un lato ricchezza di prospettive e dall altro 224 RHETORICA unitarietà. Ne viene un contributo alla storia délia retorica come scuola dove, attraverso i manuali qui indagati, avviene la trasmissione del sapere e si tramandano quei quadri di pensiero, quelle griglie concettuali che dalla retorica antica sono passati alhuniverso mentale europeo. Un breve riassunto dei contenuti puo farci seguire le fila di un percorso che è utile e affascinante. Si tratta dunque dei manuali tecnici su cui si fondava, per l'insegnamento , la cultura antica. Oltre al fatto che la retorica occupava il posto principale nel sistema scolastico antico, c'è poi da considerare che questa ars si distingueva non sempre chiaramente dalla grammatica e dalla poética, che spesso inglobava in sé, e che inoltre spesso il fine délia scuola era la preparazione di un futuro oratore; con il che non ci si stupisce che i manuali con cui ci si trova a fare i conti siano soprattutto quelli retorici. I primi tre studi sono relativi al mondo greco e ruotano tutti in qualche modo intorno alla figura, per molti aspetti fondatrice di tecJine, di Isocrate, considerando tuttavia delle tensioni attorno all'aspetto técnico appunto délia retorica, verso il quale proprio il grande oratore non sembra avéré troppa simpatía, se una sua famosa testimonianza getta il biasimo proprio sui maestri délia generazione a lui precedente e la loro pretesa di insegnare a perorare le cause. Cosí M.P. Noël (La place du judiciaire dans les premières τέχναι λόγων, pp. 1-15) ricostruisce, muovendosi tra Gorgia e...