Andrea Balbo
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Atti del Quinto Colloquio italo-francese “Discorsi pronunciati, discorsi ascoltati: contesti di eloquenza tra Grecia, Roma ed Europa” (Napoli - S. Maria di Castellabate 21 – 23 settembre 2006) ed. di Giancarlo Abbamonte, et al ↗
Abstract
Reviews 207 thereby unmasking emotional frameworks that deprive others of the means to restore honor to social relations (p. 108). For many early modern authors, expression and regulation of emotion is closely tied to ethical behavior and the pursuit of justice. If readers are left wanting something from this book, it will most likely be further engagement with contemporary work on rhetoric and emotion. This is less a critique of the existing text and more a testament to the poten tial of further work in this area. Olmsted's close focus on the early modern period leaves ample room for studying the differences among emotional frameworks in other historical periods and provides the theoretical ground ing and the intellectual space in which to raise interesting and important questions about emotion and rhetoric. Scholars with interdisciplinary inter ests may find that Olmsted's insights into the gentle strand of persuasion have much to offer, for instance, to the contemporary study of diplomacy, the art of teaching, counseling, and to other contexts where coercion or force are considered unfit strategies for persuasion. As teachers, citizens, and friends, we are all involved in the schooling of emotion, helping others negotiate the competing emotional frameworks that determine the limits of persuasion and the shifting boundaries of the self. Just as Milton's advocacy of uncen sored publication supported an arena of competing truths, early modern counsel among friends supported an arena of competing emotional frame works. Olmsted's close attention to the early modern organization of these frameworks is both a caution and a model for how we enact persuasive, if imperfect, pedagogies of emotion. Eric D. Mason Nova Southeastern University Giancarlo Abbamonte, Lorenzo Miletti, Luigi Spina (a cura di), Dzscorsi alia prova. Atti del Quinto Colloquio italo-francese "Discorsi pronun cian, discorsi ascoltati: contesti di eloquenza tra Grecia, Roma ed Europa (Napoli - S. Maria di Castellabate 21 - 23 setiembre 2006), Napoli: Giannini ,2009.639 pp. ISBN 978-88-743-14-331 (http://www.fedoa.umna. it/2998/). Questo poderoso volume é il frutto di un colloquio organizzato dalle Universitá di Napoli (Federico II) e di Strasburgo, all interno dell ampio progetto, animato da un gruppo di ricerca misto italo-francese, Alie radici dell'Europa: la cultura d'assemblea e i suoi spazi (religione, retorica, teatro, politica ). Tra modelli antichi e ricezione moderna, che ha giá fornito numerosi contributi di alto valore, segnalati da L. Pernot nell'lntroduzione (p. 10). II vo lume fa il punto sul rapporto tra la produzione del discorso e la sua ricezione e tra contesto della performance, uditorio e oratore. 208 RHETORICA Per esigenze di brevità, segnalerô gli aspetti a mio parère più significativi e innovativi: i contributi di maggior peso saranno raggruppati temá ticamente, a prescindere dalla loro successione. Dopo la fine e puntúale analisi di A. De Vivo, Oratoria da camera. Il processo intra cubiculum di Valerio Asiático (Tac. Ann. XI1-3) (pp. 15-25), capace sia di illuminare le modalité di conduzione dei processi in età giulio-claudia sia di mettere in rilievo l'abilità tacitiana nel descrivere una situazione grottesca , il primo contributo di rilievo è di G. Abbamonte, Allocuzioni alie truppe: document!, origine e struttura retorica (pp. 29-46), che apre un trittico dedicato a Le allocuzioni alie truppe nella storiografia antica, - seguono: L. Miletti (Con test! dei discorsi alie truppe nella storiografia greca: Erodoto, Tucidide, Senofonte, pp. 47-61) e C. Buongiovanni (Il generale e il suo 'pubblico': le allocuzioni alie truppe in Sallustio, Tácito e Ammiano Marcellino, pp. 63-86). Abbamonte sottolinea come sia importante anche oggi affrontare questo argomento, perché si tratta di un genere ben lungi dall'essere estinto - purtroppo - e che, anzi, costituisce un capitolo di "storia della cultura ancora da scrivere" (p. 46). Le modalité del movere sono l'oggetto del contributo di L. Miletti, che esamina il discorso diretto di Hdt. 9,17,4, le informazioni offerte da Thuc. 4,91 e 7,69-70 e alcuni passi delle Elleniche e della Ciropedia di Senofonte. Entrando nell'annoso dibattito sulla veridicité dei discorsi nelle opere storiografiche (e soprattutto in Tucidide), Miletti si esprime per una loro rivalutazione contro Teccessivo scetticismo dimostrato per esempio da M...