Gianluca Ventrella
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Clio sous le regard d’Hermès. L’utilisation del’histoire dans la rhétorique ancienne de l’epoque hellénistique à l’Antiquité Tardive ed. par Pierre-Louis Malosse, et al ↗
Abstract
Reviews 229 Pierre-Louis Malosse, Marie-Pierre Noël et Bernard Schouler, eds.z mqueanAlessan dria : Edizioni dell'Orso, 2010, XI, 248 pp. ISBN 9788862742474. Quello del rapporto tra eloquenza e storia è tema da tempo studiato, ma la specificità dell approccio del volume, che raccoglie le comunicazioni pre séntate in occasione delEomonimo colloquio internazionale svoltosi presso l'Università Paul - Valéry di Montpellier dal 18 al 20 ottobre 2007, è subito posta in luce nella premessa a firma di Bernard Schouler: valutare i debiti contratti da oratori e retori nei confronti della storiografia. I primi tre contributi mirano a definiré il quadro generale della discussione . Cosi Antonio López Eire (Retórica, historiografía y el egocentrismo de Hermes, pp. 1-12), alia cui memoria il volume è dedicato, indaga ampiamente i modi dell'incontro tra storia e retorica con particolare riferimento all'etá ellenistica, época in cui si defini, non senza significative ricadute sul piano ideológico e letterario, l'indiscutibile primato della retorica nell'ámbito della paideia ellenica. Pascal Payen («Si l'on supprime les hommes d'action, on n'aura plus d'hommes de lettres »: Thucydide et Polybe dans le corpus des œuvres de Plutarque, pp. 13-25) analizza il rapporto tra azione política e riflessione storiografica in Plutarco. La predilezione del Cheronense per Tucidide e Polibio, entrambi uomini di lettere e di azione, testimonia di una concezione quanto mai viva della scrittura intesa quale dimensione dell'agire: la storia perpetua il ricordo dei grandi uomini del passato e preserva il valore paradigmático delle loro azioni. Pierre Chiron (Un historien-rhéteur, bête noire des rhéteurs: Théopompe, pp. 27-33), attraverso l'analisi delle cause della ricezione catastrófica di Teopompo, contribuisce a ricostruire i principi normativi in ragione dei quali la critica letteraria antica intendeva la scrittura storiografica, criteri che, come ben argomenta lo studioso, riposano su un'idea dell'opera storica percepita non semplicemente corne emozione letteraria, ma anche e soprattutto corne strumento didattico d'insegnamentó politico e morale. La storia come tema di esercitazione scolastica o di declamazione ora toria è oggetto dell'analisi dei saggi successivi. Sulla fortuna del personaggio di Cleone in tale repertorio focalizza la sua attenzione Anne-Marie FavreauLinder (Lafigure de Cléon à Tépoque impériale, pp. 35-46), la quale ricostruisce con ricchezza documentaría il carattere innovativo dell'oratoria del dema gogo ateniese. Eugenio Amato e Nadine Sauterel (L'utilisation de l'histoire dans les déclamations de Lesbonax le Sophiste, pp. 47-54) analizzano dettagliatamente il trattamento della storia in Lesbonatte Sofista le cui imprecisioni storiche, pur in mancanza di ulteriori elementi che ci consentano di coglierne motivazioni e finalità, sono da ascriversi a una precisa volontà manipolatoria. Ouardia Touahri (Lephénomènede la guerre civiled'après Sénèque le Rhéteur, pp. 55-64), attraverso l'analisi dei tema delle guerre civili e di quello a 230 RHETORICA esso correlato délia morte di Cicerone, si sofferma sull'uso délia storia in chiave política e, soprattutto, come momento di riflessione morale nella declamazione latina di Seneca il Retore. Alla storia corne fonte inesauribile di esempi cui ricorrere in con testo oratorio sono dedicad i successivi contributi, introdotti da un am pio inquadramento teorico in cui Sylvie Franchet d'Espèrey (Le statut de Z'exemplum historique chez Quintilien, pp. 65-79) definisce ordinatamente i caratteri essenziali dell'exemplum, quei caratteri cioè fondativi, secondo Quintiliano (Institutio oratoria 5.11), délia forza di persuasione e dell'autorevolezza dello stesso ai fini dell'argomentazione e délia dimostrazione retorica. Paul Marius Martin (Chute de la royauté et adfectationes regni dans les Philippiques de Cicéron, pp. 81-92) dimostra, grazie a una fine analisi stilistica, come i richiami alla storia di Roma e all'ascendenza tirannicida di Décimo Bruto nelle Filippiche ciceroniane mirino ad amplificare, attraverso il procedimento délia peccatorum comparatio, i meriti dell'assassino di Cesare nei confronti délia Repubblica romana. Segue una serie di contributi che consentono di apprezzare Puso ori ginale delPexemplum nelPàmbito délia Seconda Sofistica. E cosí che Cécile Bost-Pouderon (Quelques considérations sur le traitement de l'exemple...