Giuseppe Aricò
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Abstract
Book Review| November 01 2016 Review: Tecniche teatrali e formazione dell'oratore in Quintiliano, by Francesca Romana Nocchi Francesca Romana Nocchi, Tecniche teatrali e formazione dell'oratore in Quintiliano (Beiträge zur Altertumskunde 316), Berlin-Boston: de Gruyter, 2013. 232 pp. ISBN: 9783110324464 Giuseppe Aricò Giuseppe Aricò Giuseppe Aricò Università Cattolica del Sacro Cuore Viale Aretusa 19 20148 Milano Italy giuseppe.arico@unicatt.it Search for other works by this author on: This Site PubMed Google Scholar Rhetorica (2016) 34 (4): 455–458. https://doi.org/10.1525/rh.2016.34.4.455 Views Icon Views Article contents Figures & tables Video Audio Supplementary Data Peer Review Share Icon Share Facebook Twitter LinkedIn MailTo Tools Icon Tools Cite Icon Cite Search Site Citation Giuseppe Aricò; Review: Tecniche teatrali e formazione dell'oratore in Quintiliano, by Francesca Romana Nocchi. Rhetorica 1 November 2016; 34 (4): 455–458. doi: https://doi.org/10.1525/rh.2016.34.4.455 Download citation file: Ris (Zotero) Reference Manager EasyBib Bookends Mendeley Papers EndNote RefWorks BibTex toolbar search Search Dropdown Menu toolbar search search input Search input auto suggest filter your search All ContentRhetorica Search This content is only available via PDF. © 2016 by The International Society for the History of Rhetoric. All rights reserved. Please direct all requests for permission to photocopy or reproduce article content through the University of California Press's Reprints and Permissions web page, http://www.ucpress.edu/journals.php?p=reprints.2016 Article PDF first page preview Close Modal You do not currently have access to this content.
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Abstract
Reviews Francesca Romana Nocchi, Tecniche teatrali efonuazione dell'oratore in Quintiliano (Beitrdge zur Altertumskunde 316),. Berlin-Boston: de Gruyter, 2013. 232 pp. ISBN: 9783110324464 Nell'ambito dell'ormai consolídala tradizione di studi sui rapporti tra attivit oratoria e arte teatrale puesto libro si colloca con una sua spécificité, che ne fa uno strumento non trascurabile per Eapprofondimento della problemática. Si tratta di "un'indagine lingüistica e storico-letteraria" che, incentrata in particolare sul capitolo quintilianeo dedicate alla docenza del comoedus (1, 11, 1-14), mira a ricostruirne "la tradizione [...], attraverso il vaglio delle fonti letterarie, epigrafiche e papirologiche", e a "precisare quale sia stato il reale influsso delle tecniche recitative sulla formazione dell'oratore" (p. VII). La trattazione si articola in una Introduzione (pp. 1-6) e in sei densi capitoli, due dei quali, il terzo e il sesto, costituiscono la rielaborazione di altrettanti contributi precedentemente pubblicati. Quest'uitima circostanza, tuttavia, non porta alcun nocumento all'organicitá del volume, che si pre senta come una ricerca articolata ma unitaria, nella quale "i riferimenti alEarte scenica sono [...] ripartiti in rapporto alie diverse fasi di apprendimento , [...] nella convinzione che Quintiliano avesse in mente un progetto didattico ben preciso per un loro proficuo impiego" (p. 1). II primo capitolo (pp. 7-25) prende in esame le Intersezioni fra teatro e oratoria prima di Quintiliano: da Aristotele, che per primo riconosce gli stretti rapporti fra técnica oratoria e úzózptn» z scenica - ma con una posizione scettica nei confronti della componente psicagogica - a Demostene, per il quale è lecito supporre una fase di formazione presso uno o piú attori, al "rap porto controverso" (p. 18) che fra le due arti si realizza in ambiente romano. La prevenzione verso la técnica psicagogica e la condanna della histrionum levis ars non impediscono a Roma la stima e la frequentazione reciproca di attori e oratori (condivisibili le notazioni sul possibile "ruolo educativo" di Roscio nei confronti di Cicerone: pp. 22-23 e n. 46), e le "reciproche e necessarie relazioni" che si instaurano fra le due arti (p. 24) stimolano Eesigenza di una teorizzazione. Su questi fondamenti si sviluppano i successivi capitoli, riguardanti l'elaborazione di Quintiliano. Il secondo, Didattica della voce (pp. 27—94), disegna il curriculum dell'apprendista oratore dalla formazione prescolare Rhetorica, Vol. XXXIV, Issue 4, pp. 455-467. ISSN: 0734-8584, electronic ISSN: 1533-8541. V 2016 by The International Society for the History of Rhetoric. All rights reserved. Please direct all requests for permission to photocopy or reproduce article content through the University of California Press's Reprints and Permissions web page, http://www.ucpress.edu/joumals.php?p=reprints. DOI: 10.1525/rh.2016.34.4.455. 456 RHETORICA al paedagogium e al ludus primi magistri, alia scuola del grammaticus, alia docenza del comoedus e al completamente) didattico presso il retore; il quarto, Sermo corporis (pp. 117-148), riguarda Yactio, ancora una volta nei rapporti con il teatro, ma con riferimenti anche ad altre esperienze, come la preparazione ginnica presso i palaestrici, in particolare presso quelli specializzati nella chironomia; il quinto (pp.149-181) prende in esame due figure retoriche, Prosopopea e etopea, particolarmente connesse con la gestualità. II terzo e il sesto capitolo (Imago est animi voltus: la maschera fra teatro e oratoria, pp. 95-115; Lettura di Menandro alia scuola del grammaticus, pp. 183-200) - gié editi separatamente, come sopra detto (rispettivamente in Rationes rerum 1 (2013): 165-199 e in Segno e testo 10 (2012): 107-138) - integrano la trattazione con la discussione di due rilevanti problemi solo apparentemente marginali. Chiudono il volume una ricchissima Bibliografía (pp. 201-218) e una serie di preziosi indici: Indice dei loci notevoli (pp. 218-224); Indice dei nomi e delle cose notevoli (pp. 225-228); Indice degli autori moderni (pp. 229-232). La posizione di Quintiliano risalta chiaramente dall'analisi testuale e dal costante confronto con la tradizione retorica precedente, in particolare con Cicerone. Come per l'Arpinate, anche per Quintiliano il problema è quello "di salvaguardare la dignità della professione oratoria prendendo le distanze dagli eccessi scenici e di assicurare la crédibilité dell'oratore, veritatis actor" (p. 2). A differenza dell'attore, la cui...