Vera Tufano
1 article-
Abstract
Reviews 437 Alberico di Montecassino, Brcviarimn de dictamine. Edizione critica a cura di Filippo Bognini, Edizione Nazionale dei Testi mediolatini XXL Serie I, 12. Firenze: Sismel-Edizioni del Galluzzo, 2008. ix-cc + 199 pp. ISBN 8884502659 Il volume curato da Bognini (B.) viene a colmare una profonda lacuna presente negli studi reíativi ad Alberico di Montecassino e al genere medievale dell ars ictamnu. Si tratta, infatti, della prima edizione critica intégrale del Breviarium de dictamine, un composite manuale sull'arte di scrivere epistole , che rappresenta 1'opera di spicco di Alberico di Montecassino, moñaco attivo nell XI secolo a Montecassino, dove svolse l'attività di maestro di grammatica e retorica e diede v ita a una variegata produzione. Nonostante i vari tentativi di edizione precedenti, a tutt'oggi mancava un testo del genere. Il volume si compone di una prima parte teórica, i Prole gomena (pp. XJ-CC), che include le seguenti sezioni: Introduzione (pp. XIII— XXXV), Le fonti (pp. XXXVII-LXXIX), La tradizione manoscrítta (pp. LXXXI), L'anahsi delle relazione fra i manoscritti del corpus (pp. CIXI-CLXV), Bibliografía e Abbreviaziom (pp. CLXVII-CXCIV), Nota al testo (pp. CXCV-CC), e una seconda parte comprendente il testo critico (pp. 3-85), le note di commente relative (pp. 87-170) e gli indici (pp. 173-99). B. dedica il primo capitolo dell'introduzione (pp. XIII-XVIII) alia storia delle edizioni del Breviarium, sottolineando come in realtà non esista nessun lavoro plenamente soddisfacente, in quanto tutti i tentativi precedenti di edi zione o si sono limitati a fornire una sola parte del manuale (come hanno fatto L. Rockinger, Briefsteller iindformelbiiclier des eilften bis vierzehntenjahrhunderts (I. München: Franz, 1863), 29-46; H. H. Davis, "The 'De rithmis' of Alberic of Monte Cassino: A Critical Edition," Mediaeval Studies 28 (1966): 198-227; P. E Gehl, Monastic Rhetoric and Grammar in the Age ofDesiderius. The Works ofAlbe ric ofMontecassino (Chicago: University of Chicago, 1976), e E J. Worstbrock, "Die Anfànge der mittelalterlichen Ars dictandi," Friihmittelalterliche Studien 23 (1989): 1-42) oppure non hanno tenuto conte di tutti i testimoni esistenti (è il caso di P. C. Groll, Das Enchiridion de prosis et de rithmis des Alberich von Montecassino und die Anonymi Ars dictandi (Freiburg im Br.: Albert-Ludwigs Universitat, 1963)). Nel secondo capitolo dell'introduzione (pp. XVIII-XXIV) vengono invece forniti un profilo biográfico di Alberico e una rassegna della sua produzione complessiva. II terzo capitolo, Genesi e tradizione del «Bre viarium» o «Enchiridion» (pp. XXIV-XXXIII), discute inizialmente il núcleo problemático costituito dal titolo dell'opera: sovvertendo in parte quella che è la denominazione usuale, B. ritiene che la definizione di Breviarium sia da restringere solo ai primi sei capitoli, senza pero proporre un titolo al ternativo da attribuire a tutto il trattato. Meritevole è, sicuramente, la presa d'atto dell'incompletezza del titolo adottato dalla tradizione precedente, ma, limitandosi poi ad adottare quella invalsa di Breviarium de dictamine, B. sembra lasciare la questione sostanzialmente insoluta. II resto del capitolo è dedicate alla storia del testo, alie fasi di formazione del trattato e alla sua circolazione in ámbito italiano e straniero. L'ultimo capitolo dell'introduzione 438 RHETORICA (pp. XXXIII-XXXV) ha come oggetto la fortuna del Breviarium e l'annessa questione dell'identificazione di Alberico come fondatore della tradizione delYars dictaminis, tesi per cui B. propende nettamente, ricollegandosi aile posizioni di predecessori quali J. J. Murphy ("Alberic of Monte Cassino: Father of the Medieval Ars dictaminis'' The American Benedictine Review 22 (1971): 129-46) e Worstbrock (pp. 1-32 dell'articolo citato sopra). La seconda sezione dei Prolegomena è occupata da uno studio accurato e scrupoloso delle fonti del trattato (pp. XXXVII-LXXIX), che si dispiega in due momenti principali: il primo dedicato alLindividuazione della loro natura (pp. XXXVII-LXXIII), il secondo ai modi in cui ciascuna di esse compare nel testo di Alberico. L'autore nconosce e discute quattro varietà principali di fonti: la Bibbia (pp. XXXVII-LI); le fonti pagane (pp. LI-LV); la letteratura cristiana (pp. LV-LVIII), la letteratura latina medievale fino all'XI secolo (Boezio, Gregorio, Isidoro, pp. LVIII-LX) e la letteratura dei "moderni" (Pier Damiani, Guaiferio e Alfano, pp...