Abstract
Reviews Carlo Franco, Elio Aristide e Smirne (Roma: Bardi Editore 2005) (Atti della Accademia Nazionale dei Lincei, Anno CDU - 2005, Classe di Scienze Morali, Storiche e Filologiche. Memorie, serie IX - vol. XIX - fase. 3, pp. 345-584). La monografía di Carlo Franco costituisce il riuscito tentativo di tracciare un profilo storico della città di Smyrna, odierna Izmir, nel II secolo d.C., attraverso l'opera superstite del retore microasiatico di lingua greca Elio Aristide, che in questa città trascorse lunghi anni della propria vita, partecipando attivamente alia política cittadina, insegnandovi l'arte oratoria e impegnandosi in delicate quanto prestigióse relazioni diplomatiche. Come testimoniano le concessioni di importanti riconoscimenti pubblici a personalitá di spicco di quella che va sotto il nome di Seconda Sofistica, la città di Smirne si propose in età impériale come uno dei centri principali dello studio e dell'insegnamento della retorica. Basta sfogliare anche super ficialmente le Vitae Sophistarum di Flavio Filostrato per rendersi conto del numero e delFimportanza dei sofisti legati a questa città (Nicete, Scopeliano, Polemone), e della quantità di aneddoti e vicende in essa ambientad aventi come argomento le declamazioni e l'attività dei retori. Data la capacità di attrarre intellettuali da tutto il mondo di lingua ellenica, Smirne fu a lungo in competizione con gli altri due epicentri della produzione sofistica, le città rivali di Pergamo ed Efeso. Il lavoro di Franco mette bene in luce come Elio Aristide rappresenti un terreno privilegiato per lo studio delle vicende smirnee, soprattutto alia luce del suo impegno per la richiesta di finanziamenti all'Imperatore all'indomani del catastrófico terremoto che colpï la polis asiatica nel 178 circa. Nei discorsi che corrispondono aile orazioni 17—21 delFedizione Keil, Aristide fornisce, della città, una rappresentazione indagata da Franco sia sulla base delle rególe interne al genere retorico, sia attraverso il confronto con altri testi e con dati archeologici, numismatici ed epigrafici. La struttura del libro e Forganizzazione dell'esposizione non sono privi di interesse. Dopo una breve Premessa (pp. 349-50) su cui tornero in conclusione , Franco introduce il proprio lavoro (pp· 351—60) anticipando quanto argomentato nei singoli capitoli, senza nascondere la consapevolezza che la propria metodología si confronta con una serie di problemi paradigmatiRhetorica , Vol. XXVI, Issue 1, pp. 85-95, ISSN 0734-8584, electronic ISSN 15338541 . ©2008 by The International Society for the History of Rhetoric. All rights re served. Please direct all requests for permission to photocopy or reproduce article content through the University of California Press's Rights and Permissions website, at http://www.ucpressjournals.com/reprintlnfo.asp. DOI. 10.1525/RH.2008.26.1.85. 86 RHETORICA ci per qualsiasi tentativo di ricostruzione dei contesti dell'eloquenza in età impériale. Le poche pagine (356-60) dedicate alio status quaestionis della ricerca contemporánea sulla Seconda Sofistica mostrano una conoscenza approfondita delle diverse conclusioni a cui sono giunti gli studi recenti, e anticipano in parte ció che verrà affermato nel corso del lavoro e ripreso a conclusione neU'Epz’/ogo (pp. 525-29). Il rapporto Aristide-Smirne—presentato giustamente da Franco senza pretesa di esemplarità, pur nel suo indubbio interesse—viene indagato come fenómeno in cui sono ampiamente osservabili complesse questioni quali i rapporti tra intellettuali e potere nella Roma impériale e tra centro e periferia dell'impero, e quali il ruolo specifico dei retori nelle relazioni tra le città greche e Roma. Contrapponendosi a un filone interpretativo che tende a svalutare il peso dei retori e delle declamazioni in siffatto contesto {in primis Peter A. Brunt), Franco afferma la necessità, per un'adeguata conoscenza dei processi storici concernenti le grandi questioni appena menzionate, di uno studio dei testi della Seconda Sofistica che miri a individuare in essi gli elementi propriamente storici espressi attraverso la trasfigurazione idealizzante (e ideológica) típica della retorica dell'elogio e radicata nella relazione col destinatario del discorso e col suo orizzonte d'attesa. Secondo una proposta di rappresentazione formulata da Laurent Pernot a cui Franco espressamente si richiama, la spécificité di ogni singólo discorso—e quindi i riferimenti contestuali che maggiormente interessano questo studio su Aristide e Smirne—puo essere concepita come l...
- Journal
- Rhetorica
- Published
- 2008-01-01
- DOI
- 10.1353/rht.2008.0024
- CompPile
- Search in CompPile ↗
- Open Access
- Closed
- Topics
- Export
- BibTeX RIS
Citation Context
Cited by in this index (0)
No articles in this index cite this work.
Cites in this index (0)
No references match articles in this index.
Related Articles
-
Computers and Composition Jun 2026Navigating platform algorithms: Global south feminist activists’ rhetorical and composition practices in digital advocacy on social media ↗Kalpana Shrestha
-
Computers and Composition Jun 2026Legacies, commitments, and new challenges: The sweetland digital rhetoric collaborative interviews three generations of computers and composition editors ↗Ali Alalem; Alyse Campbell; Thais Rodrigues Cons; Funmilola Fadairo; Nicole Koyuki Golden
-
Res Rhetorica Apr 2026Rebekka Lykke Ringgaard
-
Res Rhetorica Apr 2026Arkadiusz Sokolnicki
-
Res Rhetorica Apr 2026The rhetorical dimension of the justification for the absence of direct military support for Ukraine in Joe Biden’s statements ↗Marta Kobylska