Abstract

Reviews La Rhétorique d'Aristote. Traditions et commentaires de l'antiquité au XVIIe siècle. Textes réunis par G. Dahan et I. Rosier-Catach. Paris. Vrin, 1998. Pp. 356. Il volume raccoglie i testi delle relaziom presentate nel corso di un colloquio dedicate alla Retorica di Aristotele (Centre de la Baume-lès-Aix, 915 luglio 1995). Nella premessa i due curatori da un lato ricordano la perenne centralità della R. di A., quale testa di riterimento di teoria e prassi retorica dall'Antichità ai nostri giorni e, proprio per questo, quasi un testo senza storia. Dall'altro puntualizzano che il colloquia ha voluto verificare questo status singolare della R. di A., sia sul piano della tradizione del trattato, sia su quello dei commenti ad esso relativi. Cosi gli studi raccolti nel volume, piuttosto che l'analisi del testo in sé, privilegiano la prospettiva storica secondo cui si sana variamente orientati i differenti usi pragmatici, della R. di A. Tali studi "env isagent d'une part la longue durée (de l'Antiquité au XVIIe siècle), d'autre part dans des traditions différentes (traditions grecques antique et byzantine, latines romaine et médiév ale, traditions arabe et juive médiév ales, traditions humanistes de la Renaissance et du début de l'age classique) et s'efforcent de mettre en lumière des éléments de continuité ou de divergence et surtout de faire apparaître les regards différents qui ont été portés sur le même texte'' (p. 7). Nelle diverse epoche e nei differenti ambiti culturali la conoscenza e il riuso della R. di A si sono realizzati in modo piuttosto articolato. Nota nella sua interezza o solo in parte, o ancora attraverso estratti e compendi, ha comunque esercitato un'influenza déterminante. La stessa circolazione del testa della R. è strettamente collegata al complesso problema delle traduzioni e "ritraduzioni" (traduzioni faite direttamente dal greco in arabo e poi "ritradotte " in latina o in ebraico: i pensatori arabi ebbero infatti a disposizione la traduzione della R. nella loro lingua molto tempo prima che fossero allestite le prime traduzioni latine) (p. 8). Per di più ricezione e interpretazione della R. di A. non solo hanno riguardato la storia interna del testa, la sua tradizione e trasmissione, ma hanno anche generato riflessioni sulia esatta collocazione della retorica (e della R. di A.) nel piu generale campo dei saperi intellettuali. Si è stabilito cosi un sofisticato dialogo intertestuale che, nel ricondurre alla R. di A. quale ipotesto, ha prodotto, dall'età ellenistica in poi, nuove interpretazioni, nuove riflessioni (p. 9). C The international Society for the History of Rhetoric, Rhetorica, Volume XXI, Number 1 (Winter 2003). Send requests for permission to reprint to: Rights and Permissions, University of California Press, Journals Division, 2000 Center St, Ste 303, Berkeley, CA 94704-1223, USA 55 56 RHETORICA Il saggio di L. Calboli Montefusco ("La force probatoire des pistéis atekhnoi d'Aristote aux rhéteurs latins de la république et de l'empire") parte dal confronto fra due passi famosi che definiscono e distinguono i due tipi di pistéis, atekhnoi e entekhnoi (Quintiliano, Inst. Or. 5, 1, 1-2; Arist. Rhet. I 1355 b 35-39). Per meglio comprendere l'antitesi di Aristotele fra pistéis atekhnoi ed entekhnoi, resa da Quintiliano corne antitesi tra probationes inartificiales e artificiales, la Calboli Montefusco ricostruisce con ricchezza di dettagli la problemática nozione di pistis in Aristotele, in stretto nesso con la funzione che Aristotele stesso assegna alla tekhnê, e accoglie decisamente l'interpretazione tradizionale, che attribuisce ad entrambi i tipi di pistéis il valore di "strumenti di persuasione," utilizzabili anche insieme nel discorso, ma autonomi e indipendenti l'uno dall'altro, rafforzandola con l'analisi di vari passi della R. che aiutano non solo a comprendere meglio il senso di pistis in Aristotele, ma anche ad osservare il recupero che Aristotele opera di questa nozione nell'ambito della dottrina del pathos. Cicerone (De orat. 2.116) apporta importanti modifiche alio schema di Aristotele, unitamente ad alcune innovazioni in sede teórica (Inv. 2.48), che egli applica a più riprese nella prassi oratoria, dalla difesa...

Journal
Rhetorica
Published
2003-01-01
DOI
10.1353/rht.2003.0020
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