Maria Silvana Celentano
6 articles-
Oratorical Exercises from the Rhetoric to Alexander to the Institutio oratoria: Continuity and Change ↗
Abstract
Quintiliano dedica la sua attenzione all'exercitatio in due luoghi distinti dell'Institutio oratoria, rispettivamente nel libro II e nel libro X. La pratica dell'exercitatio si è consolidata dall'età ellenistica in poi nell'insegnamento scolastico di grammatica e retorica sia in Grecia che a Roma, con modalità e sviluppi differenziati. Ma a tempi ben più antichi riconducono le tracce delle prime formulazioni di tale exercitatio: più precisamente si può risalire fino alla Rhetorica ad Alexandrum. Nel sec. I d.C. è in atto un vivace dibattito interno all'ambito tecnico retorico, ma anche un rinnovamento della formazione filosofica dei giovani. Il riferimento ad antichi modelli di exercitatio, opportunamente adattati alla realtà culturale e formativa contemporanea, conferisce una nuova attualità alla Rhetorica ad Alexandrum.
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Oratorical Exercises from the Rhetoric to Alexander to the Institutio oratoria: Continuity and Change ↗
Abstract
Quintiliano dedica la sua attenzione all’ exercitatio in due luoghi distinti dell’Institntio oratorio, rispettivamente nel libro II e nel libro X. La pratica dell’ exercitatio si è consolidata dall’etá elle-nistica in poi nell’insegnamento scolastico di grammatica e retorica sia in Grecia che a Roma, con modalità e sviluppi differenziati. Ma a tempi ben più antichi riconducono le tracce delle prime formulazioni di tale exercitatio: più precisamente si può risalire fino alla Rhetorica ad Alexandrum. Nel sec. I d.C. è in atto un vivace dibattito interno all’ambito tecnico retorico, ma anche un rinnovamento della formazione filosofica dei giovani. Il riferimento ad antichi modelli di exercitatio, opportunamente adattati alla realtà culturale e formativa contemporanea, conferisce una nuova attualità alla Rhetorica ad Alexandrum.
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Abstract
226 RHETORICA«non é forse in grado di riproporre ... ¡'atmosfera di amichevole e proficua discussione dell'incontro di Pavía» ma certo ne richiama efficacemente la memoria a chi fu presente e offre agli altri un valido strumento scientifico. Carla Castelli Universitá degli Studi di Milano Anónimo Segueriano, Arte del discorso político, edizione cri tica, traduzione e commento a cura di Dionigi Vottero, Alessandria: delPOrso editore 2004, vi + 572pp. ISBN 8876947507 Questa edizione dell'tfrs rhetorica dell'Anonimo Segueriano segue a breve distanza di tempo quella di Dilts-Kennedy (cfr. M. R. Dilts-G. A. Kennedy, Two Rhetorical Treatises from the Roman Empire: Introduction, text and translation of the Arts of Rhetoric attributed to Anoni/mus Seguerianus and to Apsines ofGadara, Leiden-New York-Kôln 1998). Dionigi V., ricercatore di filología classica presso l'Université di Torino, ha dedicato lunghi anni alio studio di questo trattato e del suo anonimo autore, ma non ha potuto dare le ultime cure al volume perché è scomparso prematuramente. Della revisione finale dell'opera si sono occupati Lucio Bertelli e Gian Franco Gianotti (pp. V-VI). Non deve sorprenderé che nel breve volgere di pochi anni siano apparse due nuove edizioni dell'ars rhetorica dell'AS soprattutto perché nello stesso periodo si è ridestato un notevole e crescente interesse per la manualistica retorica tardo-imperiale, non piú considerata come una sterile stilistica destínala a ripetere gli schemi e le dottrine di été classica. Per giunta, il trat tato dell'AS si segnala per l'ampiezza dei suoi contenuti: presenta, infatti, un corso di retorica completo, organizzato secondo le parti del discorso, ed inoltre costituisce fonte indiretta utile a ricostruire il testo di alcuni manuali di grande rilievo nella tradizione retorica, purtroppo andati perduti. II manuale dell'AS si presenta, infatti, come un'esposizione della precettistica relativa alie parti del discorso, realizzata in base alia tradizione tecnografica prece dente; si fonda in particolare sui testi di Alessandro di Numenio, Neocle ed Arpocrazione, dei quali vengono riportate definizioni e dottrine. Rispetto alia scarna edizione di Dilts-Kennedy, quella di V. è senza dubbio piú completa e innovativa in termini di cura filológica e commento del testo. Davvero ponderosa è l'introduzione nella quale V. affronta i problemi piú spinosi relativi al testo: identité dell'autore, data di pubblicazione del trattato, struttura e finalité del medesimo. V. prende posizione in mérito a tutte le tematiche discusse, conducendo un'indagine molto rigorosa, suffragata da un notevole apparato di fonti che talora risultano essere troppo estese, appesantendo piuttosto che facilitando il loro utilizzo. Cosí Patillon, Anonyme de Séguier, Art rhétorique, texte établi et traduit par AL Patillon Reviews 227 (Paris. Les Belles Lettres, 2005), XCIX: «c est un travail solide et très (trop?) documenté au quel on se reportera utilement» . Si puô trovare un sunto delle principali argomentazioni proposte dallo studioso nella lecensione all edizione di V. a cura di R. Romano («Una nuova edizione critica dell'Anonimo Segueriano» , Vichiana 8 (2006): 144-50). Si rimanda ad essa per avéré un'utile scheda di lettura del volume. In questa sede, invece, si intende affrontare alcuni problemi fondamentali concernenti il testo dell'AS che meritano un ulteriore approfondimento in seguito alla pubblicazione da parte di Patillon di una nuovissima edizione critica del trattato, i cui risultati contrastano moite volte con gli esiti delLindagine di V. Appare dunque opportuno riesaminare alcuni punti dell'argomentazione di V. alla luce delle analoghe considerazioni proposte da Patillon. Titolo. La prima questione ad essere oggetto di controversia è il titolo del trattato dell'AS. La tradizione manoscritta reca il titolo τέχνη τού πολι τικού /.όγου ήτοι 0ικ7.νικού. V. ritiene doveroso espungere il riferimento al discorso giudiziario perché costituisce verosímilmente una glossa aggiunta al testo dal copista per specificare che i precetti del manuale non si limitano al solo discorso politico, ma interessano anche il genere giudiziario. Attraverso un'analisi rigorosa della tradizione retorica coeva all'AS, lo studioso con clude a ragione che l'espressione πολιτικός λόγος era di per sé sufficiente ad indicare il discorso oratorio in generale, ben al di là del semplice riferimento al genere deliberativo. Del resto, i manuali di Apsine, Ps. Aristide e una sezione del de ideis di Ermogene recano...
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La Rhétorique d’Aristote. Traditions et commentaires de l’antiquité au XVIIe siècle. éd. par G. Dahan, I. Rosier-Catach ↗
Abstract
Reviews La Rhétorique d'Aristote. Traditions et commentaires de l'antiquité au XVIIe siècle. Textes réunis par G. Dahan et I. Rosier-Catach. Paris. Vrin, 1998. Pp. 356. Il volume raccoglie i testi delle relaziom presentate nel corso di un colloquio dedicate alla Retorica di Aristotele (Centre de la Baume-lès-Aix, 915 luglio 1995). Nella premessa i due curatori da un lato ricordano la perenne centralità della R. di A., quale testa di riterimento di teoria e prassi retorica dall'Antichità ai nostri giorni e, proprio per questo, quasi un testo senza storia. Dall'altro puntualizzano che il colloquia ha voluto verificare questo status singolare della R. di A., sia sul piano della tradizione del trattato, sia su quello dei commenti ad esso relativi. Cosi gli studi raccolti nel volume, piuttosto che l'analisi del testo in sé, privilegiano la prospettiva storica secondo cui si sana variamente orientati i differenti usi pragmatici, della R. di A. Tali studi "env isagent d'une part la longue durée (de l'Antiquité au XVIIe siècle), d'autre part dans des traditions différentes (traditions grecques antique et byzantine, latines romaine et médiév ale, traditions arabe et juive médiév ales, traditions humanistes de la Renaissance et du début de l'age classique) et s'efforcent de mettre en lumière des éléments de continuité ou de divergence et surtout de faire apparaître les regards différents qui ont été portés sur le même texte'' (p. 7). Nelle diverse epoche e nei differenti ambiti culturali la conoscenza e il riuso della R. di A si sono realizzati in modo piuttosto articolato. Nota nella sua interezza o solo in parte, o ancora attraverso estratti e compendi, ha comunque esercitato un'influenza déterminante. La stessa circolazione del testa della R. è strettamente collegata al complesso problema delle traduzioni e "ritraduzioni" (traduzioni faite direttamente dal greco in arabo e poi "ritradotte " in latina o in ebraico: i pensatori arabi ebbero infatti a disposizione la traduzione della R. nella loro lingua molto tempo prima che fossero allestite le prime traduzioni latine) (p. 8). Per di più ricezione e interpretazione della R. di A. non solo hanno riguardato la storia interna del testa, la sua tradizione e trasmissione, ma hanno anche generato riflessioni sulia esatta collocazione della retorica (e della R. di A.) nel piu generale campo dei saperi intellettuali. Si è stabilito cosi un sofisticato dialogo intertestuale che, nel ricondurre alla R. di A. quale ipotesto, ha prodotto, dall'età ellenistica in poi, nuove interpretazioni, nuove riflessioni (p. 9). C The international Society for the History of Rhetoric, Rhetorica, Volume XXI, Number 1 (Winter 2003). Send requests for permission to reprint to: Rights and Permissions, University of California Press, Journals Division, 2000 Center St, Ste 303, Berkeley, CA 94704-1223, USA 55 56 RHETORICA Il saggio di L. Calboli Montefusco ("La force probatoire des pistéis atekhnoi d'Aristote aux rhéteurs latins de la république et de l'empire") parte dal confronto fra due passi famosi che definiscono e distinguono i due tipi di pistéis, atekhnoi e entekhnoi (Quintiliano, Inst. Or. 5, 1, 1-2; Arist. Rhet. I 1355 b 35-39). Per meglio comprendere l'antitesi di Aristotele fra pistéis atekhnoi ed entekhnoi, resa da Quintiliano corne antitesi tra probationes inartificiales e artificiales, la Calboli Montefusco ricostruisce con ricchezza di dettagli la problemática nozione di pistis in Aristotele, in stretto nesso con la funzione che Aristotele stesso assegna alla tekhnê, e accoglie decisamente l'interpretazione tradizionale, che attribuisce ad entrambi i tipi di pistéis il valore di "strumenti di persuasione," utilizzabili anche insieme nel discorso, ma autonomi e indipendenti l'uno dall'altro, rafforzandola con l'analisi di vari passi della R. che aiutano non solo a comprendere meglio il senso di pistis in Aristotele, ma anche ad osservare il recupero che Aristotele opera di questa nozione nell'ambito della dottrina del pathos. Cicerone (De orat. 2.116) apporta importanti modifiche alio schema di Aristotele, unitamente ad alcune innovazioni in sede teórica (Inv. 2.48), che egli applica a più riprese nella prassi oratoria, dalla difesa...
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Research Article| November 01 1999 Diritto, retorica, politica. La strategia retorica di Ciceron Carl Joachim Classen,Diritto, retorica, politica. La strategia retorica di Cicerone, Collezione di Testi e di Studi: Linguistica e critica letteraria (Bologna: II Mulino, 1998) 394pp. Maria Silvana Celentano Maria Silvana Celentano Via E Frediani 4, 00154 Roma, Italy. Search for other works by this author on: This Site PubMed Google Scholar Rhetorica (1999) 17 (4): 438–445. https://doi.org/10.1525/rh.1999.17.4.438 Views Icon Views Article contents Figures & tables Video Audio Supplementary Data Peer Review Share Icon Share Facebook Twitter LinkedIn Email Tools Icon Tools Cite Icon Cite Search Site Citation Maria Silvana Celentano; Diritto, retorica, politica. La strategia retorica di Ciceron. Rhetorica 1 November 1999; 17 (4): 438–445. doi: https://doi.org/10.1525/rh.1999.17.4.438 Download citation file: Ris (Zotero) Reference Manager EasyBib Bookends Mendeley Papers EndNote RefWorks BibTex toolbar search Search Dropdown Menu toolbar search search input Search input auto suggest filter your search All ContentRhetorica Search Copyright 1999, The International Society for the History of Rhetoric1999 Article PDF first page preview Close Modal You do not currently have access to this content.
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RHETORICA 438 Carl Joachim Classen, Diritto, retorica, política. La strategia retorica di Cicerone, Collezione di Testi e di Studi: Lingüistica e critica letteraria (Bologna: Il Mulino, 1998) 394pp. É la traduzione italiana del libro Recht-Rhetorik-Politik. Untersuchungen zu Ciceros rhetorischer Strategic, pubblicato nel 1985 dalla Wissenschaftliche Buchgesellschaft di Darmstadt, che attualmente non compare piú in catalogo. Questa traduzione ha il mérito di rendere piú fácilmente accessibile al pubblico italiano una lettura di grande interesse e attualitá per molti aspetti, riproponendo anche agli specialisti uno studio complesso, di indubbio valore técnico e scientifico. L'infaticabile attivitá e i contributi di Carl Joachim Classen nel campo della retorica sono troppo noti per essere anche solo menzionati. Bastí ricordare che, fra l'altro, ha ricoperto la massima carica nell'ámbito della ISHR negli anni dal 1987 al 1989 e in tale veste ha organizzato il convegno biennale svoltosi a Gottingen nel 1989. Nella Prefazione all'edizione italiana l'autore ringrazia gli amici e i colleghi ai quali é dovuta l'iniziativa: Gualtiero Calboli, Paola Landi e Lucia Calboli Montefusco. In particolare, a Paola Landi é dovuta la traduzione, a Lucia Calboli Montefusco una revisione attenta anche all'aspetto técnico del linguaggio retorico. Dell·origínale manca solo la discussione sull'interpretazione di W. Stroh dell'orazione Pro Cluentio. L'autore dichiara di essere intervenuto solo per correggere refusi di stampa ed errori. Ancora nella Prefazione, Classen, ricordando le recensioni all'edizione tedesca del volume, non entra nel mérito dei giudizi sostanzialmente concordi con le sue tesi e dedica invece alcune pagine ad una articolata risposta alie osservazioni critiche di Schottlaender (Rhetorik 7 (1988) pp. 157160 ). Chi volesse conoscere la ricezione critica all'edizione tedesca dell'opera puó consultare inoltre: Lecocq, Kentron 2 (1986) pp. 76-78; Michel, Revue des Etudes Latines 64 (1986) pp. 272-74; Thiel, German Studies Sect. 3, 21 (1988) pp. 159-60; Schenk, Lingüistica Bíblica 60 (1988) pp. 110-14; Berry, Journal ofRoman Studies 79 (1989) p. 198. Classen analizza alcune orazioni appartenenti sia al genere giudiziario sia a quello deliberativo: Pro Cluentio, Pro Murena, Pro Reviews 439 Flacco, De domo sua, De lege Manilia (de imperio Cn. Pompen), De lege agraria. Scopo di questa analisi è il tentativo di ricostruire le linee generali délia strategia retorica che Cicerone pone in atto di volta in volta e le caratteristiche, anche puntuali, che hanno reso grande e paradigmática la sua prassi oratoria. Dopo la Presentazione di Lucia Calboli Montefusco (pp. 7-8) e la Prefazione all'edizione italiana dell'autore (pp. 13-17), il lavoro si articola, dunque, in sei capitoli, dedicati ciascuno ad un'orazione. AU'Introduzione (pp. 1930 ) corrisponde una breve Conclusione (pp. 367-369). La Bibliografía, (pur ampia (pp. 373-384), registra solo i principali contributi utüizzati. Ulteriori indicazioni sono da ricercare nelle note, spesso assai ricche. Completano il volume tre Indici: dei nomi, del lessico ciceroniano, delle cose notevoli. L'interesse che lo studio di Classen offre anche ad una più ampia cerchia di lettori—e che rende particolarmente indicata e benvenuta questa iniziativa éditoriale—consiste proprio nella visione d'insieme nuova che presenta di Cicerone e, in qualche modo, anche delle possibilité comunicative insite nella retorica classica, intesa come arte di strutturare il discorso in vista dell'impatto, dell'efficacia sul pubblico. Classen dimostra che ogni scelta retorica di Cicerone, sia nel reperimento delle idee, sia nella struttura del discorso, sia anche nelle scelte linguistiche e stilistiche, è comprensibile appieno solo se inserita in un piano strategico complessivo. Un piano che ha un fine essenziale: persuadere, ottenere il consenso. Si potrebbe persino dire che si riduce la differenza fra genere giudiziario e genere deliberativo, benché Cicerone stesso considérasse ben separati i due generi. Proprio per questo motivo il successo oratorio di Cicerone, spesso sorprendente, diventa in realtà effimero, rivelando, ad un tempo, le potenzialità e i limiti dell'arte oratoria: la sua efficacia, pur grande sul pubblico del momento, in molti casi non riesce ad incidere nel tempo, a condizionare in misura decisiva e durevole la prassi política. Ma è altrettanto vero, come dice A. Michel, che "les risques dont il (scil. Cicéron) exposa...