Abstract

RHETORICA 438 Carl Joachim Classen, Diritto, retorica, política. La strategia retorica di Cicerone, Collezione di Testi e di Studi: Lingüistica e critica letteraria (Bologna: Il Mulino, 1998) 394pp. É la traduzione italiana del libro Recht-Rhetorik-Politik. Untersuchungen zu Ciceros rhetorischer Strategic, pubblicato nel 1985 dalla Wissenschaftliche Buchgesellschaft di Darmstadt, che attualmente non compare piú in catalogo. Questa traduzione ha il mérito di rendere piú fácilmente accessibile al pubblico italiano una lettura di grande interesse e attualitá per molti aspetti, riproponendo anche agli specialisti uno studio complesso, di indubbio valore técnico e scientifico. L'infaticabile attivitá e i contributi di Carl Joachim Classen nel campo della retorica sono troppo noti per essere anche solo menzionati. Bastí ricordare che, fra l'altro, ha ricoperto la massima carica nell'ámbito della ISHR negli anni dal 1987 al 1989 e in tale veste ha organizzato il convegno biennale svoltosi a Gottingen nel 1989. Nella Prefazione all'edizione italiana l'autore ringrazia gli amici e i colleghi ai quali é dovuta l'iniziativa: Gualtiero Calboli, Paola Landi e Lucia Calboli Montefusco. In particolare, a Paola Landi é dovuta la traduzione, a Lucia Calboli Montefusco una revisione attenta anche all'aspetto técnico del linguaggio retorico. Dell·origínale manca solo la discussione sull'interpretazione di W. Stroh dell'orazione Pro Cluentio. L'autore dichiara di essere intervenuto solo per correggere refusi di stampa ed errori. Ancora nella Prefazione, Classen, ricordando le recensioni all'edizione tedesca del volume, non entra nel mérito dei giudizi sostanzialmente concordi con le sue tesi e dedica invece alcune pagine ad una articolata risposta alie osservazioni critiche di Schottlaender (Rhetorik 7 (1988) pp. 157160 ). Chi volesse conoscere la ricezione critica all'edizione tedesca dell'opera puó consultare inoltre: Lecocq, Kentron 2 (1986) pp. 76-78; Michel, Revue des Etudes Latines 64 (1986) pp. 272-74; Thiel, German Studies Sect. 3, 21 (1988) pp. 159-60; Schenk, Lingüistica Bíblica 60 (1988) pp. 110-14; Berry, Journal ofRoman Studies 79 (1989) p. 198. Classen analizza alcune orazioni appartenenti sia al genere giudiziario sia a quello deliberativo: Pro Cluentio, Pro Murena, Pro Reviews 439 Flacco, De domo sua, De lege Manilia (de imperio Cn. Pompen), De lege agraria. Scopo di questa analisi è il tentativo di ricostruire le linee generali délia strategia retorica che Cicerone pone in atto di volta in volta e le caratteristiche, anche puntuali, che hanno reso grande e paradigmática la sua prassi oratoria. Dopo la Presentazione di Lucia Calboli Montefusco (pp. 7-8) e la Prefazione all'edizione italiana dell'autore (pp. 13-17), il lavoro si articola, dunque, in sei capitoli, dedicati ciascuno ad un'orazione. AU'Introduzione (pp. 1930 ) corrisponde una breve Conclusione (pp. 367-369). La Bibliografía, (pur ampia (pp. 373-384), registra solo i principali contributi utüizzati. Ulteriori indicazioni sono da ricercare nelle note, spesso assai ricche. Completano il volume tre Indici: dei nomi, del lessico ciceroniano, delle cose notevoli. L'interesse che lo studio di Classen offre anche ad una più ampia cerchia di lettori—e che rende particolarmente indicata e benvenuta questa iniziativa éditoriale—consiste proprio nella visione d'insieme nuova che presenta di Cicerone e, in qualche modo, anche delle possibilité comunicative insite nella retorica classica, intesa come arte di strutturare il discorso in vista dell'impatto, dell'efficacia sul pubblico. Classen dimostra che ogni scelta retorica di Cicerone, sia nel reperimento delle idee, sia nella struttura del discorso, sia anche nelle scelte linguistiche e stilistiche, è comprensibile appieno solo se inserita in un piano strategico complessivo. Un piano che ha un fine essenziale: persuadere, ottenere il consenso. Si potrebbe persino dire che si riduce la differenza fra genere giudiziario e genere deliberativo, benché Cicerone stesso considérasse ben separati i due generi. Proprio per questo motivo il successo oratorio di Cicerone, spesso sorprendente, diventa in realtà effimero, rivelando, ad un tempo, le potenzialità e i limiti dell'arte oratoria: la sua efficacia, pur grande sul pubblico del momento, in molti casi non riesce ad incidere nel tempo, a condizionare in misura decisiva e durevole la prassi política. Ma è altrettanto vero, come dice A. Michel, che "les risques dont il (scil. Cicéron) exposa...

Journal
Rhetorica
Published
1999-09-01
DOI
10.1353/rht.1999.0004
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