Abstract

Reviews 427 pour les théories de l'écriture conçues à la Renaissance. Pire, on jubile d'y céder chaque fois davantage. Kees Meerhoff Huizinga Instituut, Universiteit van Amsterdam Adelino Cattani, Botta e risposta: Harte della replica (Bologna: Il Mulino, 2001), 244 pp. NelTIntroduzione al volume (pp. 7-14), Cattani delinea l'obiettivo che intende realizzare: "All'interno di una riflessione sul valore—sulla funzione e sui limiti—del dibattito, nelle pagine che seguono s'intende estrarre qualche principio, formulare qualche regoletta e mettere in luce qualche meccanismo argomentativo usato e usabile in contesti di dibattito, con l'intento di migliorare la capacité (o arte) di replicare. Ne risulterà una sorta di reper­ torio mínimo di tecniche utili per affrontare un contraddittorio e un prontu­ ario per valutare, da spettatore-giudice, le altrui prestazioni in un dibattito, perché, come ben si sa e come si vedrà, non sempre vince la tesi migliore, ma quella meglio argomentata, non il discorso 'giusto', ma quello giustamente impostato, non l'opinione più ragionevole, ma quella piú motivata" (p. 13). Valutare un'opera a partiré dalla dichiarazione d'intenti dell'autore é uno dei modi per condurre onestamente una recensione, e questo vale soprattutto quando l'autore stesso ha la bonté di esprimere con chiarezza obiettivi e metodi. Seguendo lo schéma tracciato da Cattani, si possono dunque individ­ uare: 1) l'estrazione di qualche principio, nei primi quattro capitoli (I."Su ogni cosa vi sono due punti di vista". Ovvero: il diritto di mettere tutto in dubbio; IL La tradizione dei discorsi duplici; III. Forme e funzioni della disputa; IV. Cooperazione e competizione); 2) la formulazione di qualche regoletta ecc., nei restanti nove capitoli (V. Cinque modi di dibattere; VI. Tecniche ed espedienti ; VIL II disputator córtese. Códice di condotta per una discussione cooperativa; VIII. Valutazione del dibattito; IX. Come dire il falso dicendo il vero; X. Come replicare; XI. Quando lo humour diventa un argomento; XII. La manipolazione retorica; XIII. Valore e limiti del dibattito). La Conclusione (pp. 225-227) è affidata ad un decálogo: I dieci diritti del libero disputante, evidente ripresa ("Tutti, dalla foca monaca al lettore, hanno qualche diritto che qualcun altro di occupa di codificare , p. 225) di altre, ormai classiche, elencazioni di diritti (ad esempio, i dieci diritti imprescrittibili del lettore, fissati da Daniel Pennac). La ricca bibliografía (pp. 231-244) é organizzata secondo percorsi tematici. Volendo accettare la ripartizione tra parte teórica (breve, pp. 15-59) e parte pratica (piú estesa, pp. 61-223), converrá tornare per un momento su titolo q sottotitolo del volume. INTel Grande JDrzionario della hingua Italiana di 428 RHETORICA Salvatore Battaglia (II, 237, s.v. zbotta') si definisce cosï la locuzione: "Botta e risposta: rápido scambio di stoccate, di colpi" e, in senso figurato: "dialogo fitto, a battute rapide, pronte". D'altra parte, dall'elenco dei capitoli prima tracciato, si pud rilevare che solo il X capitolo sembra riferirsi all'argomento adombrato nel sottotitolo. In questa piccola contraddizione "paratestuale" si cela, in realtà, un problema di definizione dello spazio del dibattito e della sua pragmática, che Cattani cerca di risolvere proprio nella parte teórica, ricorrendo al pat­ rimonio della retorica antica e alie pratiche della sofistica. Se è possibile esprimere, motivare e sostenere due punti di vista perfettamente contrari sullo stesso argomento (ricorderei, a conferma, il duplice progymnasma di Libanio, un encomio ed un biasimo di Achille), allora le rególe del dibattito si sottraggono ad ogni parámetro etico-ideologico, o meglio, sará solo la forza argomentativa e persuasiva, calibrata nel rispetto della classica triade aristotélica (oratore, ascoltatore/giuria, discorso), a consentiré il successo di tali valori in un dibattito. Quest'ultimo è, infatti, il "termine generale scelto per designare onnicomprensivamente ogni tipo di scambio argomentativo fatto di botte e risposte" (p. 67), anche perché, a differenza di altri vocaboli che fanno parte del lessico del discutere/dibattere (analizzati alie pp. 62-66), il dibattito prevede la presenza essenziale di quella "terza parte, costituita da chi ascolta e da chi giudicherá". Il volume, dunque, prima che una guida all'arte del replicare, è una difesa, argomentata e ricca di esempi, della validité civile e dell'utilit...

Journal
Rhetorica
Published
2001-09-01
DOI
10.1353/rht.2001.0007
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