Francesco Caparrotta
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Abstract
Reviews Menegaldi in Ciceronis Rhetorica Glose, Edizione critica a cura di Filippo Bognini, Firenze, SISMEL-Edizioni del Galluzzo 2015, pp. CLII-286. ISBN: 9788884505910 La prestigiosa collana di testi della Société Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino (SISMEL) si arricchisce di un nuovo volume, ossia il commento, finora inedito, al De inventione ciceroniano di Menegaldo, un commentatore attivo fra Luítimo scorcio del sec. XI e la prima metá del XII secolo. L'edizione è curata magistralmente, per rigore e per ampiezza di riferimenti utili anche a ulteriori ricerche e/o edizioni, da Filippo Bognini (d'ora in poi B.), un giovane ricercatore dell'Universitá Ca' Foscari di Vene zia, studioso della tradizione grammaticale e retorica medievale e umanistica (sua peraltro la recente edizione critica del Breviarium de dictamine di Alberico di Montecassino). La figura di Menegaldo (dai manoscritti risultano le diciture Menegaldus , Menegaudus, Manegaldus o Mainegaldus, d'ora in poi M.) si colloca a un punto di svolta nella storia della cultura scolastica, e in particolare della tradizione retorica del Basso Medioevo. Fra la seconda metà dell'XI e il XII secolo - quando le nuove esigenze della scena politica, del diritto e delle controversie teologiche fanno si che il dibattito pubblico e dottrinario trovi un più vivace contesto pratico di applicazione - si registra un forte impulso all'istruzione sistemática delle arti della scrittura (artes dictaminis o artes dictandi ) e in generale della retorica, impulso che comporta un rinnovato inter esse per il De inventione e la Rhetorica ad Herennium, entrambe ritenute auténticamente ciceroniane e rispettivamente note anche come Rhetorica Vêtus e Rhetorica Nova (sulla ricezione medievale della retorica ciceroniana il rinvio obbligato resta la messa a punto del volume, a cura di V. Cox e J. O. Ward, The Rhetoric of Cicero in its Medieval and Early Renaissance Com mentary Tradition, Leiden, Brill, 2006). Tale interesse trova adesso la sua principale espressione testuale nella forma delle glose: un apparato continuo di note a commento del senso e della lettera del testo, pubblicato - ben diversamente dalla mise en page Carolina del commento, caratterizzata da note a margine del testo e/o interlinean - su un supporto autonomo dal testo commentato ma formalmente collegato ad esso proprio dai "lemmi" costituiti dalle prime parole della frase o del parágrafo volta per volta presi in esame. Rhetorica, Vol. XXXVI, Issue 1, pp. 92-102. ISSN: 0734-8584, electronic ISSN: 1533-8541.© 2018 by The International Society for the History of Rhetoric. All rights reserved. Please direct aU requests for permission to photocopy or reproduce article content through the University of California Press s Reprints and Permissions web page, http:/ /www.ucpress. edu/joumals.php?p=reprints. DOI: https://doi.org/10.1525/rh.2018.36.L92. Reviews 93 Al nome di M. sono riconducibili una serie di commenti, alcuni perduti (fra gli altri un commento ai Salmi), altri pervenutici in maniera piú o meno cospicua (fra cui glosse alie Metamorfosi di Ovidio e all'Ars poética di Orazio). Secondo alcuni autorevoli studiosi questo autore potrebbe identificarsi con il polemista Manegoldo di Lautenbach, attivo nellXI secolo in area francotedesca come esponente del movimento noto come "riforma gregoriana". Pur sembrando a B. questa identificazione plausibile, a suo giudizio gli elementi finora raccolti sono insufficient! per esprimersi categóricamente in modo favorevole. Dalle indagini di B. sul milieu di circolazione delle opere di M. e da un accurato esame delle fonti del testo édito, comunque, emerge il profilo intellettuale di un autore di area non italiana, gravitante in area franco-tedesca, buon conoscitore del canone degli autori classici (in particolare Sallustio, Virgilio, Lucano, Terenzio, Orazio e Ovidio), che leggeva Cicerone verosímilmente per un capitolo di canonici, attualizzando il testo con esempi pratici legati alia loro vita quotidiana. Al di la delle questioni biografiche - sulle quali il lavoro di B. fomisce comunque un rilevante contributo - per la ricostruzione della tradizione reto rica (e scolastica) medievale conta di piú il fatto che M. rappresenta uno dei piú illustri esponenti di una dotta e impegnata schiera di commentatores, capace di rinnovare la tradizione esegetica dei testi degli auctores classici, awalendosi in particolare della forma-commento, continua e lemmatica, delle glose. Per quanto riguarda...
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Abstract
Book Review| February 01 2018 Review: Menegaldi in Ciceronis Rhetorica Glose, Edizione critica a cura di Filippo Bognini Menegaldi in Ciceronis Rhetorica Glose, Edizione critica a cura di Filippo Bognini, Firenze, SISMEL-Edizioni del Galluzzo 2015, pp. CLII-286. ISBN: 9788884505910 Francesco Caparrotta Francesco Caparrotta Francesco Caparrotta Liceo Classico “F. Scaduto” – Bagheria (Palermo) Via D. D'Amico, 37 - 90011 Bagheria (Palermo) Italy fr.caparrotta@gmail.com Search for other works by this author on: This Site PubMed Google Scholar Rhetorica (2018) 36 (1): 92–94. https://doi.org/10.1525/rh.2018.36.1.92 Views Icon Views Article contents Figures & tables Video Audio Supplementary Data Peer Review Share Icon Share Facebook Twitter LinkedIn MailTo Tools Icon Tools Cite Icon Cite Search Site Citation Francesco Caparrotta; Review: Menegaldi in Ciceronis Rhetorica Glose, Edizione critica a cura di Filippo Bognini. Rhetorica 1 February 2018; 36 (1): 92–94. doi: https://doi.org/10.1525/rh.2018.36.1.92 Download citation file: Ris (Zotero) Reference Manager EasyBib Bookends Mendeley Papers EndNote RefWorks BibTex toolbar search Search Dropdown Menu toolbar search search input Search input auto suggest filter your search All ContentRhetorica Search This content is only available via PDF. © 2018 by The International Society for the History of Rhetoric. All rights reserved. Please direct all requests for permission to photocopy or reproduce article content through the University of California Press's Reprints and Permissions web page, http://www.ucpress.edu/journals.php?p=reprints.2018 Article PDF first page preview Close Modal You do not currently have access to this content.
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446 RHETORICA Francesca Piazza, Linguaggio, persuasione e verità. La retorica nel Novecento , Roma: Carocci, 2004. 193 pp. ISBN 8843032089; La Retorica di Aristotele. Introduzione alia lettura, Roma: Carocci 2008. 184 pp. ISBN 8843046861 Frutto di un lungo percorso di studi, questi due libri costituiscono una coppia perfettamente complementare, particolarmente utile per chi voglia approfondire il rapporto fra le teorie retoriche contemporanee e il modello della retorica antica. L'autrice (d'ora in poi P), docente di Filosofía del linguaggio presso rUniversità di Palermo, si è dedicata ad una duplice impresa. Nel primo libro traccia una rassegna ragionata delle teorie retoriche novecentesche, con l'intento di mettere in discussione la tradizione plurisecolare che, vedendo ben distinte (al limite, opposte) la funzione informativa e quella persuasiva del linguaggio, oppone la persuasione alla verità. Per P. il superamento di questa opposizione puô venire dalla retorica classica, e in particolare da quella aristotélica, a patto che di essa si colga appieno la portata teórica. Ed è proprio a questa ultima finalità che intende assolvere il secondo volume. P. è convinta che la vitalità teórica della Retorica aristotélica scaturisca proprio da un'interpretazione storicamente (filológicamente, diremmo) rigorosa e "orgánica." P. esordisce in Linguaggio, persuasione e verità affermando che la retorica è un "luogo di riflessione filosófica" proprio in virtù del rapporto che si stabilisce fra l'agire lingüístico umano, la verità, e la persuasione (essendo peraltro quest'ultimo un tratto pervasivo dell'agire lingüístico). II primo capitolo del libro (Morte e resurrezione della retorica) da un lato è dedicato al plurisecolare processo di messa in crisi della legittimità della retorica ad avere seriamente a che fare con la razionalità umana, e in primo luogo con il suo valore-guida: la verità; dall'altro, tratta della svolta che, alla fine del XIX secolo, ha portato alla rivalutazione della retorica. P. decide di muoversi—cosí come farà nei tre capitoli seguenti—selettivamente, per "tappe significative." Sintéticamente, ma con efficacia illustrativa, P. rileva come la retorica abbia subito un du plice processo di messa in crisi: uno interno, consistente nel suo ridursi a mera dottrina del discorso ornato, al limite estremo delle sole figure retoriche (Genette , con fortunata formula, chiamo questo fenómeno "letteraturizzazione della retorica"); l'altro, esterno, di matrice filosófica, consistente in un at teggiamento critico e/o riduttivo verso la retorica: su questo processo P. si concentra. Per 1'epoca classica viene presa in considerazione la polémica an tiretorica di Platone, mentre per l'età moderna oggetto della rassegna critica sono Lorenzo Valla, Pietro Ramo, Cartesio, Hobbes, e Locke. Alla fíne di que sto percorso P. pone Kant, con la sua perentoria distinzione fra convinzione (oggettiva e universale) e persuasione (soggettiva e individúale), i cui effetti perdurano ancora oggi. Questo atteggiamento critico, pur nella estrema varietá delle prospettive, delle soluzioni e delle strategie (anch'esse retori che! Molto interessanti le pagine sulla "retorica dell'antiretorica") messe in atto dai singoli pensatori, appare sostanziato da due presupposti comuni. Reviews 447 Il primo è una concezione autarchica della verità", per cui—al suo massimo grado essa è evidente e captabile solo attraverso buso di una razionalità lucida e priva di interferenze emotive/passionali. Il secondo è la convinzione dell'esistenza, della possibilité o della auspicabilité di un linguaggio neutro, oggettivo, insomma di un grado zero della comunicazione che possa farsi veicolo immediato e diretto della vérité. In queste condizioni la retorica si trova a esser negata o, al limite, ammessa soltanto come strategia comuni cativa atta a prestare i mezzi per rendere più allettante una vérité trovata altrove e per altre vie (retorica come ornamento o come psicagogia). La ra zionalità moderna, sull'abbrivio di un versante autorevoie della riflessione antica, si pone dunque, in linea generale, come una razionalità antireto rica. A questo fuoco di fila seguono la critica, prima romántica ("guerra alia retorica!") e poi positivistica, che nel loro estremo esito lasceranno spazio soltanto alia precettistica delle figure. Soltanto nella seconda meté del XIX secolo, con battenzione idealistica alla créativité lingüistica e la riflessione di Nietzsche, sembra che si possa recuperare la retorica al dominio della più ampia riflessione sui rapporti fra linguaggio...