Mauro Serra
4 articles-
Abstract
Book Review| November 01 2020 Review: Dalla tribuna al pulpito. Retorica del verosimile, by Fabio Roscalla Fabio Roscalla, Dalla tribuna al pulpito. Retorica del verosimile. Pavia: Pavia University Press, 2017, 130 pp. ISBN: 9788869520457 Mauro Serra Mauro Serra Università degli Studi di Salerno Search for other works by this author on: This Site PubMed Google Scholar Rhetorica (2020) 38 (4): 439–442. https://doi.org/10.1525/rh.2020.38.4.439 Views Icon Views Article contents Figures & tables Video Audio Supplementary Data Peer Review Share Icon Share Twitter LinkedIn Tools Icon Tools Get Permissions Cite Icon Cite Search Site Citation Mauro Serra; Review: Dalla tribuna al pulpito. Retorica del verosimile, by Fabio Roscalla. Rhetorica 1 November 2020; 38 (4): 439–442. doi: https://doi.org/10.1525/rh.2020.38.4.439 Download citation file: Ris (Zotero) Reference Manager EasyBib Bookends Mendeley Papers EndNote RefWorks BibTex toolbar search Search nav search search input Search input auto suggest search filter All ContentRhetorica Search This content is only available via PDF. © 2020 by The International Society for the History of Rhetoric. All rights reserved. Please direct all requests for permission to photocopy or reproduce article content through the University of California Press's Reprints and Permissions web page, http://www.ucpress.edu/journals.php?p=reprints.2020The International Society for the History of Rhetoric Article PDF first page preview Close Modal You do not currently have access to this content.
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Abstract
Book Reviews 439 collection. Edward Harris argues that, unlike tragedy, Athenian oratory avoided the excessive expression of emotions and other histrionics because it would distract from the legal issues. Drawing on Aristotle's distinction between poetry and oratory, Harris claims that the numerous examples of emoting in the court were exceptions, rather than examples, of typical court room behavior. Jon Hall uses evidence from Cicero's letters and other sour ces to argue that judicial proceedings in the Late Republic were far more interactive and even chaotic than their modern British and American coun terparts. Because judges were selected publicly and were frequently wellknown politicians, they could use their service on the court to advance their own political interests. The final section, "Language and Style," also contains three chapters. Chris Carey argues that Aeschines uses a series of antitheses to cast Timarchus as feminized, depraved, and anti-democratic. He conflates Timarchus's appearance with his actions, a full-body assault that moves beyond narrative and becomes a reality seen and enacted. In contrast, Aeschines characterizes himself as metrios and a model of sophrosyne, like Solon. Konstantinos Kapparis analyzes the corpus of Apollodoros for perfor mance elements, arguing that Apollodoros uses vivid narrative as well as direct and indirect speech to create psychologically complex personae and to bring the action before the mind's eyes of the jurors. Finally, Alessandro Vatri uses syntax analysis to distinguish between Antiphon's forensic speeches, written for delivery, and his Tetralogies, written for publication. While the Tetralogies tend to have the more complex structures expected of a logographic text, the performed texts feature semantic ambiguities that gestures and other paralinguistic features would have clarified. Due to the broad range of topics covered in this book, more questions and ambiguities are raised than answers given. Interestingly, several chap ters use similar pieces of evidence to come up with opposite conclusions (Harris and Kremmydas) or to cast light on two sides of the same perfor mance context (Clark and Hall). While no doubt many readers will only read selections based on their research interests, the collection as a whole provides a thought-provoking roadmap of the current state of the question and indicates several intriguing avenues of future research. Hilary J. C. Lehmann Knox College Fabio Roscalla, Dalla tribuna al pulpito. Retorica del verosimile. Pavia: Pavia University Press, 2017, 130 pp. ISBN: 9788869520457 Nel corso degli ultimi anni la categoria deWeikos e stata oggetto di un crescente, giustificato, interesse. Il recente libro di Fabio Roscalla (d ora in poi R.), che viene ad arricchire ulteriormente il dibattito relativo alYeikos, si segnala per due tratti peculiari: 1) la serrata analisi testuale dei contesti 440 RHETORICA d'occorrenza del termine; 2) il zcorto circuited che viene proposto tra due ambiti apparentemente molto distanti tra loro, e non solo per ragioni cronologiche : il tribunale attico del V e IV secolo a.C. e l'oratoria cristiana dei primi secoli della nostra era. Per anticipare le conclusioni, si pud senza dubbio affermare che le analisi proposte dall'autore permettono al lettore di farsi un'idea particolarmente approfondita dell'intricato complesso di ques tion! sollevato dalla nozione di eikos. Da questo punto di vista, quindi, pur rifuggendo volontariamente dall'intenzione di fornire «una nuova riconsiderazione generate delYeikos» (p. 1), esse vi contribuiscono, sia pure indirettamente , mostrando come questa nozione generate si vada articolando nella dimensione concreta e variegata dei suoi usi. Non essendo naturalmente possibile ripercorrere la minuziosa disamina testuale svolta da R., mi limitero ad evidenziare, per ciascuno dei due capitoli in cui e diviso il libro, uno tra i possibili fili conduttori in grado di rendere conto della ricchezza degli spunti che esso offre. Il primo capitolo e dedicato all'oratoria ateniese e, dopo alcune considerazioni introduttive, prende le mosse da una delle piu note orazioni lisiane, la Contro Eratostene, che ha come oggetto «un evento centrale della recente storia ateniese, su cui il dibattito doveva essere ancora aperto e acceso», cosicche «Eeikos diventa [. . .] in mancanza di testimoni diretti, lo strumento di persuasione privilegiato in possesso dell'oratore» (p. 7). E' quindi particolarmente interessante osservare che in questo contesto la nozione di eikos serve non solo ad indicare una categoria...
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Abstract
Book Review| August 01 2015 Review: L'homme rhétorique. Culture, raison, action, by E. Danblon E. Danblon, L'homme rhétorique. Culture, raison, action, Paris: Les Editions du Cerf, 2013, 226 pp. ISBN 978220499264 Mauro Serra Mauro Serra Università di Salerno, Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale Via Giovanni Paolo II, 132, 84084 Fisciano (Salerno) Italy maserra@unisa.it Search for other works by this author on: This Site PubMed Google Scholar Rhetorica (2015) 33 (3): 317–320. https://doi.org/10.1525/rh.2015.33.3.317 Views Icon Views Article contents Figures & tables Video Audio Supplementary Data Peer Review Share Icon Share Facebook Twitter LinkedIn MailTo Tools Icon Tools Cite Icon Cite Search Site Citation Mauro Serra; Review: L'homme rhétorique. Culture, raison, action, by E. Danblon. Rhetorica 1 August 2015; 33 (3): 317–320. doi: https://doi.org/10.1525/rh.2015.33.3.317 Download citation file: Ris (Zotero) Reference Manager EasyBib Bookends Mendeley Papers EndNote RefWorks BibTex toolbar search Search Dropdown Menu toolbar search search input Search input auto suggest filter your search All ContentRhetorica Search This content is only available via PDF. © 2015 by The International Society for the History of Rhetoric. All rights reserved. Please direct all requests for permission to photocopy or reproduce article content through the University of California Press's Rights and Permissions website, at http://www.ucpressjournals.com/reprintInfo.asp.2015 Article PDF first page preview Close Modal You do not currently have access to this content.
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Abstract
Reviews E. Danblon, L homme rhetonque. Culture, raison, action, Paris: Les Editions du Cerf, 2013, 226 pp. ISBN 978220499264 Con la pubblicazione di questo bel volume, Emmanuelle Danblon (d ora in poi D.) porta a compimento (di certo provvisoriamente) un percorso di ricerca di grande coerenza ed originalité avviato con la pubblica zione di Rhétorique et rationalité nel 2002, recensito su questa rivista da Luigi Spina (Rhetorica, 22, 1, 2004, pp. 111-113) e di La Fonction persuasive. Anthropologie de la rhetonque nel 2005. Già una rapida scorsa ai titoli dei tre volumi (a cui bisogna aggiungere numerosi articoli ed un altro breve ma intéressante volume, Argumenter en démocratie, del 2004) permette di individuare i principad assi teorici lungo i quali si muove la riflessione della studiosa belga. Proprio a partiré dal suo esito più recente, essa puo essere preliminarmente sintetizzata nei termini seguenti. Dalla riconsiderazione della razionalità sub specie rhetoricae D. deriva una duplice conseguenza: non si tratta solo di riaffermare con forza l'intrinseca razionalità della pratica retorica quanto piuttosto di riconoscere che è proprio tale pratica a costituire il núcleo più profondo della razionalità umana. Per questo motivo è a partiré da essa che è possibile sviluppare una vera e propria antropología del linguaggio. Anche in questa formulazione sintética si puo apprezzare la portata e la novitá della tesi avanzata da D. e compiutamente articolata nel volume del 2013. Dopo aver tracciato nell'introduzione la cornice teórica alPinterno della quale si colloca la sua ricerca, nel primo capitolo D. affronta la questione delle origini della retorica. Prendendo spunto da un recente dibattito, D. individua nella duplice tesi sulla nascita della retorica il fondamento di due concezioni antagoniste della persuasione che per troppo tempo sono state pensate come mutuamente esclusive. L'origine mitica della retorica rimanda infatti alla sua natura magica e seduttiva, mentre l'origine plató nica accentua la dimensione del rigore dimostrativo. Per superare questa dicotomia è necessario un radicale cambiamento di prospettiva, che trova il suo fondamento in un modello naturalista della ragione umana. All'intemo di questo modello la ragione si presenta come un mosaico prodotto da una progressiva stratificazione. Ció che la tradizione ha abitualmente considerato nei termini di una opposizione, di cui la coppia ragione/ emozione è solo la formulazione più nota, va invece ripensato corne il Rhetorica, Vol. XXXIII, Issue 3, pp. 317-330. ISSN: 0734-8584, electronic ISSN: 15338541 . C 2015 by The International Society for the History of Rhetoric. All rights reserved. Please direct all requests for permission to photocopy or reproduce article content through the University of California Press's Rights and Permissions website, at http://www.ucpressjoumals.com/reprintlnfo.asp. DOI: 10.1525/rh.2015.33.3.317 318 RHETORIC A progressive) svilupparsi di una serie di elementi che nel loro insieme vanno a costituire il quadro complessivo di ció che possiamo considerare la ragione umana. La retorica in questo modello acquisisce il ruolo fondamen tale di passeur, poiché consente di percorrere e collegare tra di loro i diversi strati, restituendo cosí una visione piú completa e piú umana della ragione. Alia luce di queste considerazioni l'origine della retorica è reinterpretata da D. in una duplice prospettiva. Da un lato, si individua la presenza di una retorica spontanea o profonda grazie alia quale l'uomo acquisisce la capa cité di «tailler [le réel] à sa mesure» (p. 20). Dall'altro, nel passaggio da questa dimensione spontanea ad una dimensione propriamente técnica (avvenuto nel V sec a.C. quando la société greca è diventata una société aperta in cui era necessario deliberare) è ravvisato l'inizio di un processo mediante il quale la retorica, come recita il titolo di uno dei paragrafi del capitolo (p. 33), ha incominciato a perdere la sua anima. Di contro a questa visione impoverita ed astratta della ragione umana, si è, tuttavia, organizzata una resistenza, silenziosa e pero rianimatasi nel corso del '900, alia quale evidentemente D. intende ricollegarsi. Se la preistoria di questa resis tenza è individuata in Aristotele ed in particolare nella sua descrizione del phronimos, «maître en humanité», che racchiude in sé una serie di caratteristiche che sono poi state progressivamente separate, sono Vico e Nietzsche i pensatori...