Abstract
Reviews E. Danblon, L homme rhetonque. Culture, raison, action, Paris: Les Editions du Cerf, 2013, 226 pp. ISBN 978220499264 Con la pubblicazione di questo bel volume, Emmanuelle Danblon (d ora in poi D.) porta a compimento (di certo provvisoriamente) un percorso di ricerca di grande coerenza ed originalité avviato con la pubblica zione di Rhétorique et rationalité nel 2002, recensito su questa rivista da Luigi Spina (Rhetorica, 22, 1, 2004, pp. 111-113) e di La Fonction persuasive. Anthropologie de la rhetonque nel 2005. Già una rapida scorsa ai titoli dei tre volumi (a cui bisogna aggiungere numerosi articoli ed un altro breve ma intéressante volume, Argumenter en démocratie, del 2004) permette di individuare i principad assi teorici lungo i quali si muove la riflessione della studiosa belga. Proprio a partiré dal suo esito più recente, essa puo essere preliminarmente sintetizzata nei termini seguenti. Dalla riconsiderazione della razionalità sub specie rhetoricae D. deriva una duplice conseguenza: non si tratta solo di riaffermare con forza l'intrinseca razionalità della pratica retorica quanto piuttosto di riconoscere che è proprio tale pratica a costituire il núcleo più profondo della razionalità umana. Per questo motivo è a partiré da essa che è possibile sviluppare una vera e propria antropología del linguaggio. Anche in questa formulazione sintética si puo apprezzare la portata e la novitá della tesi avanzata da D. e compiutamente articolata nel volume del 2013. Dopo aver tracciato nell'introduzione la cornice teórica alPinterno della quale si colloca la sua ricerca, nel primo capitolo D. affronta la questione delle origini della retorica. Prendendo spunto da un recente dibattito, D. individua nella duplice tesi sulla nascita della retorica il fondamento di due concezioni antagoniste della persuasione che per troppo tempo sono state pensate come mutuamente esclusive. L'origine mitica della retorica rimanda infatti alla sua natura magica e seduttiva, mentre l'origine plató nica accentua la dimensione del rigore dimostrativo. Per superare questa dicotomia è necessario un radicale cambiamento di prospettiva, che trova il suo fondamento in un modello naturalista della ragione umana. All'intemo di questo modello la ragione si presenta come un mosaico prodotto da una progressiva stratificazione. Ció che la tradizione ha abitualmente considerato nei termini di una opposizione, di cui la coppia ragione/ emozione è solo la formulazione più nota, va invece ripensato corne il Rhetorica, Vol. XXXIII, Issue 3, pp. 317-330. ISSN: 0734-8584, electronic ISSN: 15338541 . C 2015 by The International Society for the History of Rhetoric. All rights reserved. Please direct all requests for permission to photocopy or reproduce article content through the University of California Press's Rights and Permissions website, at http://www.ucpressjoumals.com/reprintlnfo.asp. DOI: 10.1525/rh.2015.33.3.317 318 RHETORIC A progressive) svilupparsi di una serie di elementi che nel loro insieme vanno a costituire il quadro complessivo di ció che possiamo considerare la ragione umana. La retorica in questo modello acquisisce il ruolo fondamen tale di passeur, poiché consente di percorrere e collegare tra di loro i diversi strati, restituendo cosí una visione piú completa e piú umana della ragione. Alia luce di queste considerazioni l'origine della retorica è reinterpretata da D. in una duplice prospettiva. Da un lato, si individua la presenza di una retorica spontanea o profonda grazie alia quale l'uomo acquisisce la capa cité di «tailler [le réel] à sa mesure» (p. 20). Dall'altro, nel passaggio da questa dimensione spontanea ad una dimensione propriamente técnica (avvenuto nel V sec a.C. quando la société greca è diventata una société aperta in cui era necessario deliberare) è ravvisato l'inizio di un processo mediante il quale la retorica, come recita il titolo di uno dei paragrafi del capitolo (p. 33), ha incominciato a perdere la sua anima. Di contro a questa visione impoverita ed astratta della ragione umana, si è, tuttavia, organizzata una resistenza, silenziosa e pero rianimatasi nel corso del '900, alia quale evidentemente D. intende ricollegarsi. Se la preistoria di questa resis tenza è individuata in Aristotele ed in particolare nella sua descrizione del phronimos, «maître en humanité», che racchiude in sé una serie di caratteristiche che sono poi state progressivamente separate, sono Vico e Nietzsche i pensatori...
- Journal
- Rhetorica
- Published
- 2015-06-01
- DOI
- 10.1353/rht.2015.0016
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