Paola Santorelli

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Research Topics

  1. Une nouvelle introduction aux évangiles synoptiques par R. Meynet
    Abstract

    Reviews R. Meynet, Une nouvelle introduction aux évangiles synoptiques. Rhéto­ rique sémitique VI. Paris: Lethielleux 2009, 380 pp. ISBN 2283610338 La scrittura di R. Meynet acquisisce nerbo e vigore dalla rigorosa intelaiatura in cui è organizzato il materiale: i continui schemi in cui LA. dispone il suo pensiero accompagnano costantemente il lettore e gli facilitano la comprensione. Nella breve, ma densa Présentation (pp. 9-12) egli sottolinea Lelemento di novità che impronta il lavoro e che consiste essenzialmente nel dimostrare come le pericopi formino degli insiemi strutturati che a loro volta possono organizzarsi in sequenze (e sotto-sequenze), il che si évincé analizzandone la composizione: attraverso Lanalisi retorica è possibile rinnovare in maniera significativa la questione sinottica e restituiré a quei testi, che possono sembrare slegati, la coerenza e la lógica che hanno nel loro contesto letterario. Di grande aiuto per una più agevole lettura del testo sono le Sigles et Abréviations (pp. 13-15) e l'utilissimo Lexique des termes techniques (pp. 17-19). L'articolata Introduction (pp. 21-49) affronta question! di carattere gene­ rale che riguardano i principali aspetti delLesegesi storico-critica: in Editions et Traductions (pp. 21-26) LA. ribadisce i concetti fondamentali e cioè che nei testi originari delle pericopi non ci sono né titoli, né divisioni, né punteggiatura , corne dimostra la riproduzione di alcuni manoscritti, mentre in Les Synopses (pp. 26-31) mette in risalto il principale vantaggio di questa redazione, nella quale la divisione in sintagmi rende più facile confrontare nel dettaglio le recensioni, e anticipa che non adopererà vari colorí per di­ stinguere gli elementi simili da quelli diversi, ma si servirá di differenti tipi di carattere. In L'Étude «diachronique» (pp. 32-46) ripercorre le modalité di attuazione del método storico-critico, adottato in molti commentari scientifici , pur prendendone sostanzialmente le distanze: tra le varie operazioni che lo scandiscono, dalla critica testuale all'analisi lingüistica, dalla critica letteraria a quella storica, è proprio la critica letteraria a essere messa con­ tinuamente in dubbio e in pratica abbandonata per la scarsa consistenza dei risultati, per il suo carattere "ipotetico." Ma è in Une Étude «sinchronique » (pp. 46-49) che si precisa la proposta metodológica: praticare un'analisi retorica, basata perd sul presupposto che esista una retorica bíblica con canoni diversi da quelli della retorica classica; i momenti successivi saranno Rhetorica, Vol. XXIX, Issue 4, pp. 429-459, ISSN 0734-8584, electronic ISSN 15338541 . ©2011 by The International Society for the History of Rhetoric. All rights re­ served. Please direct all requests for permission to photocopy or reproduce article content through the University of California Press's Rights and Permissions website, at http://www.ucpressjournals.com/reprintlnfo.asp. DOI: 10.1525/RH.2011.29.4.429. 430 RHETORICA quelli della comparazione sinottica, dell'individuazione del contesto bíblico e delEinterpretazione teológica e spirituale. Il primo capitolo, Le passage en lui-même (pp. 51-125), studia due passi comuni ai tre sinottici: la guarigione di Gerico e la domanda del ricco. Seguiamo in successione i momenti dell'analisi per metterne in evidenza la rigorosa sequenzialità: il primo passo, Mt 20,29-34, riportato con diversi tipi di caratteri, il cui uso fornisce giá un'informazione primaria, è analizzato dal punto di vista della composizione (parallela), del contesto bíblico e delEinterpretazione; lo stesso avviene per il secondo passo, Me 10,46b-52, la cui composizione è concéntrica, con in più la comparazione sinottica tra i primi due, che si ripete tra tutti e tre i passi, dopo lo stesso tipo di lettura riservato anche alEultimo, Le 18,35-43 (composizione parallela per le parti estreme, concéntrica per quella centrale). L'approccio al secondo passo è diverso: si parte da subito con il quadro sinottico dei testi (Mt 19,16-22; Me 10,17-22; Le 18,18-23) e sono indicate le differenze; solo in un secondo momento i passi sono presi in considerazione uno per volta, secondo lo schema giù adottato precedentemente. Al centro del passo di Matteo, Gesù cita alcuni comandamenti del Decálogo e ció offre lo spunto per un lungo excursus in cui i passi biblici del Vecchio Testamento che contengono le due versioni...

    doi:10.1353/rht.2011.0002
  2. Traité de rhétorique biblique par Roland Meynet
    Abstract

    92 RHETORICA Tu hai ordinato di bruciarle come teste di Idra, affinché esse non nascessero di nuovo, imitando cosí il tuo avo Eracle». Il Commentario (pp. 79-124) sviluppa in profondità i singoli aspetti del testo, soprattutto dal punto di vista storico-culturale e lingüístico, mentre qualcosa di più si poteva fare nella presentazione delle figurae elocutionis, molto spesso nudamente elencate. Se non si voleva indagare in dettaglio la funzione retorica delle singóle figure, forse era meglio sottrarle al commen­ tario e raggrupparle tutte in una tabella, fornendo cosí al lettore un quadro statistico generale della loro frequenza. Arricchiscono il volume, esemplare anche per la correttezza della stampa, due utili indici: di nomi e cose notevoli e dei luoghi antichi citati. Mario Lamagna Università degli Studi di Napoli Roland Meynet, Traité de rhétorique biblique (Rhétorique sémitique IV, Paris: Lethielleux 2007), 717 pp. Nella ricca, problemática Introduction (pp. 9-30), Roland Meynet espone il percorso non semplice che lo ha condotto alla stesura del volume; i suoi numerosi studi sulla Bibbia gli forniscono la necessaria competenza per arrivare alla ridefinizione di una 'retorica bíblica' racchiusa nella forma di un trattato, termine scelto tra i tanti possibili proprio in quanto soddisfa sia Taspetto sistemático che quello didattico. Diversamente da quella classica, la retorica bíblica riguarda solo la dispositio, cioè il modo di comporre, degli autori biblici ed è descrittiva, non prescrittiva: è un'analisi tesa a cogliere le leggi che presiedono l'organizzazione di un testo, la struttura del discorso, non Yornatus o le figure. I numerosi giudizi negativi formulati nel tempo sulla letteratura bíblica sono dovuti all'applicazione di categorie che appartengono alla retorica classica, il che porta a evidenziare incoerenze, contraddizioni, ripetizioni; è necessario invece valutare questi testi secondo una retorica 'altra', quella semítica. Le sue caratteristiche essenziali sono due, indágate entrambe a un tríplice livello: la binarietà nella lingua (infinito assoluto, raddoppiamento di nomi astratti, coppie di parole coordínate che formano un'espressione stereotipata, il merismo, l'endiadi), nel discorso (coppie di nomi presentí in sintagmi diversi, parallelismo dei membri), nell'insieme délia Bibbia (la"deuterosi", cioè la ripetizione come principio di comprensione délia struttura dell'Antico Testamento e articolazione del rapporto tra l'uno e l'altro Testamento) e la paratassi, ancora nella lingua (endiadi), nel discorso (il segmento bimembre, per cui due membri sono semplicemente giustapposti), nell'insieme délia Bibbia (i due testamenti possono sembrare semplicemente giustapposti l'uno all'altro). Il primo capitolo riguarda la storia dell'analisi retorica applicata alla Bibbia {Historique, pp. 31-110): TA. ritiene indispensabile far conoscere al Reviews 93 lettore il percorso compiuto da questi studi, a partiré dai precursori del XVIII secolo, via via ai primi contributi che risalgono all'inizio del XIX secolo, fino al pieno sviluppo nel XX secolo; per ciascuno degli autori sono riportati, oltre ai principi teorici, esempi di pregnante evidenza délia metodología adottata. L'opera si articola, poi, secondo una struttura rigorosa e una ripartizione che si ripete nelle tre parti, Composition, Contexte e Interprétation, ciascuna composta di vari capitoli. I quattro capitoli délia prima parte (Composition) sono dedicati appunto alie questioni che riguardano la composizione dei testi: nel capitolo 2 (Les rapport entre éléments linguistiques, pp. 113-30) c'è un inventario il più com­ pleto possibile dei mezzi linguistici utilizzati dagli autori per costruire i loro testi: sono individuati rapporti di identità (sul piano lessicale (lessemi to­ talmente o parzialmente identici), morfológico (morfemi identici, morfemi di significato comune), sintattico (funzioni sintattiche identiche, costruzioni sintattiche identiche), del ritmo e dei discorso) e rapporti di opposizione (sul piano lessicale, morfológico (pronomi, modalità verbali, modalità nominali, preposizioni e congiunzioni), sintattico e dei discorso). Nel capitolo 3 (Les niveaux de composition, pp. 131-215) sono distinti in maniera accurata i diversi livelli di organizzazione dei testi, daU'unità minimale del segmento fino a quella deU'insieme del libro, e anche oltre. Il sistema proposto è articolato in due insiemi di livello diverso: quello inferiore si articola in membro, formato da uno o più termini; segmento, formato da uno, due o tre membri; brano, formato da uno, due o...

    doi:10.1353/rht.2008.0026