Abstract

Reviewed by: Cicéron et la Commune. Le rhéteur comme modèle civique (Italie, XIIIe–XIVe s.) by Carole Mabboux Laura Refe Carole Mabboux, Cicéron et la Commune. Le rhéteur comme modèle civique (Italie, XIIIe–XIVe s.), Bibliothèque des Écoles françaises d'Athènes et de Rome 400, Roma, IT: École française de Rome, 2022. 525 pp. ISBN: 978-2-7283-1545-1. Il volume nasce dalla rielaborazione di una tesi di dottorato discussa nel 2016. Ad un'utile introduzione (1–16), nella quale sono illustrate le modalità di lettura di Cicerone in età comunale con un accenno allo stato degli studi in questo settore, alle difficoltà di ordine metodologico incontrate nella definizione dell'oggetto della ricerca, alle coordinate seguite nell'impostazione del lavoro, al corpus di fonti analizzate e alle piste battute, seguono cinque parties che sviluppano in profondità gli argomenti di indagine. Tali sezioni, aperte da pagine prefatorie con la funzione di 'bussola' nella fruizione dei contenuti, sono ulteriormente suddivise in capitoli, paragrafi e sottoparagrafi, e presentano snelle note al testo, funzionali più che altro a fornire essenziali rinvii bibliografici. Una conclusione (411–417) fornisce la chiave di lettura del corposo materiale illustrato e commentato; in appendice ("Annexes", 419–438) è pubblicata la trascrizione di tre documenti tratti da codici antichi: Bartolomeo del Regno, introduzione in latino al commento al De officiis; Luigi di Gianfigliazzi, Summa dictaminum rhetoricae in latino; un volgarizzamento anonimo della Rhetorica ad Herennium (inc.: «Nel sesto dì»). Chiude gli "Annexes" una tabella ricapitolativa dei prestiti dall'opera ciceroniana contratti da parte di uno degli autori presi in esame nel Cap. 16, Giovanni da Viterbo. Corredano il volume l'indice dei nomi e delle opere (439–444), l'indice dei manoscritti (445) e la lista dei titoli citati, distinti in fonti primarie e bibliografia secondaria (447–516), grafici, tabelle e illustrazioni a colori e in bianco e nero, inserite all'interno della trattazione e ricapitolate a p. 517. Mabboux ha applicato all'oggetto di studio—la ricezione dell'opera retorica e morale di Cicerone e l'interpretazione della sua biografia nel contesto sociopolitico dell'Italia dei Comuni—un approccio di tipo storico-culturale, affrontando quegli aspetti della fortuna dell'oratore in epoca medievale meno investigati. Il campo di indagine è definito dall'azione esercitata dall'ambiente comunale su formazione, vita, partecipazione politica degli autori presi in considerazione; il periodo cronologico di riferimento, lievemente più ampio di quello indicato nel titolo, va dall'ultimo decennio del XII secolo al primo decennio del XV secolo; il corpus esaminato, principalmente di tipo testuale anche se non mancano incursioni nell'iconografia (limitata, per i manoscritti, a tre fondi per i quali, vedi 186n97), comprende libri de regimine, trattati morali e manuali di eloquenza scritta o orale ed è relativo a tre tematiche: alle norme dell'esercizio politico, all'etica sociale e alla retorica. Considerate l'ampiezza del lavoro e la complessità della sua articolazione, si forniranno sintetiche informazioni per ciascuna sezione al fine di offrire una panoramica delle tematiche affrontate. La prima parte "Du Cicéron médiéval au Cicéron communale: un corpus à redéfinir" (17–83) è dedicata alla trasmissione e alla ricezione dell'opera dell'Arpinate in ambito comunal, il cui studio presenta non poche [End Page 102] difficoltà legate da un lato alla scarsità dei dati a disposizione su copisti, luoghi di produzione, possessori e concrete pratiche di lettura, dall'altro alla proliferazione delle testimonianze manoscritte (l'autrice, per le proprie rilevazioni, isola quasi un migliaio di codici). Sulla base dello studio del corpus ciceroniano medievale superstite, suddiviso in codici anteriori al XIII sec. e codici di XIII-XIV/XV sec., Mabboux traccia un quadro generale dei testi più copiati a seconda dell'epoca e dei loro ambienti di diffusione, e un profilo generale dei fruitori di tale materiale (anonimi e personalità note). Nella seconda parte "Modes de citation, modes d'appropriation: présences et mémoires des textes cicéroniens dans les cultures écrites communales" (85–160), strettamente connessa alla precedente in quanto funzionale a compensare la scarsità di dati desumibili dall'analisi della tradizione manoscritta, l'autrice si concentra sulle modalità di reimpiego di Cicerone...

Journal
Rhetorica
Published
2024-01-01
DOI
10.1353/rht.2024.a925237
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