Abstract

316 RHETORICA important influence, as Lois Agnew has convincingly shown. All interested in eighteenth-century rhetoric will want to read Outward Visible Propriety: Stoic Philosophy and Eighteenth-Century British Rhetorics. Arthur E. Walzer University ofMinnesota Marco Tullio Cicerone. Ortensio. Testo critico, introduzione, versione e commento a cura di Alberto Grilli: Bologna, Patrón, 2010. 272 pp. ISBN: 978-88-555-3086-6. Le amorevoli cure di allievi e di amici hanno consentito di provvedere alia pubblicazione di questo importante lavoro cui Alberto Grilli ha atteso con dedizione fino agli ultimi istanti di vita, consegnando all'editore nella primavera del 2007 tutto il dattiloscritto senza pero riuscir a vedere il co­ ronamento di tanta fatica, cui oggi Leditore Pátron ha dato meritoriamente la luce. A distanza di piú di quaranta anni dalla precedente edizione (pubblicata dall'editore Cisalpino nel 1962), Grilli aveva avvertito la nécessité di riprendere in mano quel lavoro, non certo perché lo ritenesse superato ma per un'ansia sana di rivedere, correggere alcune scelte, ampliare la selezione dei frammenti, alia luce di un interesse che in lui era rimasto costante nel corso dei decenni trascorsi dalla prima edizione.1 Molto, frattanto, era successo; notevole, soprattutto, la pubblicazione nel 1976 di una nuova edizione a cura di Laila Straume-Zimmermann (Ciceros Hortensius: Bern-Frankfurt am Main, Lang). Nasceva dunque nella mente dello studioso il progetto di una nuova edizione, che solo riducendo il suo valore potrebbe essere definita una 'ri-edizione'. I segni più evidenti délia novità sono dati da un'eccellente traduzione italiana, che accompagna il testo, corredato a sua volta da note e, soprattutto, da un ricchissimo 'Profilo' (pp. 125-260), diviso in tre sezioni (cornice del dialogo, pars destruens, pars construens), vera novità del volume. Prima di entrare nel dettaglio, sará pero opportuno dire qualcosa del método con cui Grilli ha proceduto. Con un atteggiamento di prudenza per nulla autocompiaciuto lo studioso professa come elemento portante del proprio lavoro 1 incjuisitio veritatis, non Vinventio ventatis', una ricerca del«probabile senza inseguiré il possibile» (p. 260). provano alcuni interessanti contributi quali ad es. Lattanzio e Ortensio in ^PP56 , 2001, pp. 257—271; Seneca e l Hortensius, in P. Defosse (éd.), Hommages à Cari Dcrou.x, II: Bruxelles, Latomus, 2002, pp. 196-205. Reviews 317 Sotto questo profilo, significativa appare la scelta di considerare il lavoro non come «ricerca di storia della filosofía» ma piü ampiamente di «storia della cultura» , il che rende mérito dell attenzione costante che il volume riversa alia storia della ricezione del testo tanto nella cultura del tempo quanto, soprattutto, in quella seriore, con particolare riguardo alie scuole di retorica in cui il testo ricevette particolare fortuna, divenendo un modello esemplare per il nitore che lo contraddistingueva, piü che per il portato filosófico. Per paradosso é dunque la retorica a farsi solerte banditrice di un testo che é un protrettico alia filosofía. Ma entriamo nel dettaglio per offrire qualche saggio del método seguito da Grilli. Notevoli le argomentazioni riguardanti la questione annosa dei tempi di composizione. Sulla base di un paio di testimonianze epistolari ciceroniane, Puna rivolta a Varrone, Paltra ad Attico, Grilli dimostra come giá nelPaprile del 46 a.C. Cicerone avesse in mente il progetto dell'opera, anticipando in tal modo anche quanto ipotizzato da Philippson2 che riteneva certa la composizione tra Pottobre del 46 e il marzo del 45 a.C. La lettura di Grilli é particolarmente raffinata, fondandosi su un caso doppio di memoria letteraria: in una circostanza si tratta di un riferimento proverbiale alia vista di Linceo (fcnn. 9, 2, 2) che trovava spazio nel Protrettico di Aristotele (fr. 10a Ross), testo che Cicerone potrebbe aver avuto sul tavolo di lavoro in quel periodo; in un altro, la lettera ad Attico (Att. 12, 3, 1-2), PArpinate esalta Pimportanza delPamico dichiarando che nulla potrebbe tenerlo lontano da lui, nemmeno la permanenza nelle Isole dei beati. E qui Grilli vede un riferimento al fr. 110 delYHortensias, único dei casi noti in cui Cicerone faccia menzione di questo paradiso terrestre (si... in beatorum insulis immortale aevam... degere liceret). Vorrei a questo punto portare un esempio del modo con cui Grilli entra in dialogo con se stesso...

Journal
Rhetorica
Published
2012-06-01
DOI
10.1353/rht.2012.0018
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