Abstract

Reviews 325 much wider rhetorical practice or whether the Sophists offered any notable contribution to these fields. T.'s book is a worthy summary of Sophistic argumentation based on a painstaking analysis of a wide selection of available texts and lucid compar­ isons with modern parallels. Unfortunately, it does not consistently address the thorny (and possibly unresolvable) methodological question of what strategies and why we could call genuinely Sophistic, so he occasionaly seems to read Aristotelian or Platonic concepts back into sophistic texts. Sometimes the line of argument is not easy to follow due to the dense pre­ sentation of facts and the book also suffers from some irritating mistakes both in the English and the Greek spelling (e.g. pp. 35, 48 or 169). However, as a rich and perceptive reappraisal of primary evidence, the study will likely to provoke strong response and stimulate further studies on the Sophists not only in classical and modern rhetoric, but in philosophy as well. Gabor Tahin Burnham, England Pseudo-Dionigi di Alicarnasso, I discorsi figurati I e II (Ars Rhet. VIII e IX Us.-RadJ. Introduzione, Traduzione e Commento a cura di Stefano Dentice di Accadia, Pisa-Roma: Fabrizio Serra Editore (AION. Quaderni 14, 2010), 184 pp., ISBN 978-88-6227-220-9 Accompagnata da un'ampia Introduzione (pp. 11-50) e dal Commento (pp. 129-178), Stefano Dentice di Accadia (D.A.) propone nella collana AION. Quaderni (n. 14) la prima traduzione intégrale in italiano dei Discorsifigurati I e II (Ars Rhet. VIII e IX Us.-Rad. ) di ps.-Dionigi di Alicarnasso, basata sul testo edito, agli inizi del secolo scorso, da Usener e Radermacher (da cui D.A. si discosta in alcuni luoghi, come H vede dalla Tavola delle divergenze a p. 51), con un'ulteriore lettura del Parisinus Graecus 1741 e del suo apógrafo, il Guelferbytanus 14. L'idea di tradurre i due scritti nasce nell'àmbito degli studi di ricostruzione dell'esegesi omerica antica; l'impostazione del lavoro tende infatti a privilegiare l'aspetto della critica letteraria omerica rispetto a quello retorico. I due trattati, che analizzano una particolare técnica oratoria conosciu*a nell'antichità col nome di λόγοι ¿σχηματισμένοι, ossia un discorso in cui il pensiero non viene espresso in maniera diretta, ma in forma mascherata (come si legge nella definizione di Zoilo riportata da Febammone III, 44, 1-3 Spengel), rappresentano un unicum nella letteratura antica perché sono i soli scritti monografici nei quali la teoría è spiegata attraverso 1 analisi di esempi letterari tratti da autori greci (Omero, di cui si analizzano molti passi deïVIliade, Demostene, Euripide e Tucidide). I due trattati a e b costituiscono i capitoli VIII e IX di una Τέχνη ρητορική erróneamente attribuita a Dionigi di Alicarnasso, sulla cui paternité e datazione c'è ancora grande incertezza (si 326 RHETORICA tende a ritenere i due trattati composti tra la fine del I sec. e la prima meta del III sec. d.C., cf. Introd., p. 14 n. 19), un'opera che consiste in una raccolta di testi di retorica e di critica letteraria scollegati per lo piü tra loro, frutto di una collezione arbitraria di diversa provenienza. Potrebbe trattarsi, considerato 10 stile frettoloso e spesso inelegante delle due monografie, di testi scolastici, verosímilmente appunti dettati a vari allievi in momenti diversi (ipotesi contestata da M. Heath, Pseudo-Dionysios Art ofRhetoric 8-11: Figured Speech, Declamation and Criticism, «AJP» 124/1 [2003], pp. 81-105). D.A. non esclude che i due trattati possano essere opera del medesimo autore, né che si possano individuare mani diverse da un'opera all'altra o anche all'interno di uno stesso trattato (Introd., p. 15). L'lntroduzione si compone di un parágrafo (1) relativo alia storia della teoría antica del discorso e della causa figurati, di un parágrafo (2) dedicato all'importanza dei due trattati nel panorama del genere letterario in cui sono inquadrati, con l'illustrazione dei tre σχήματα (il parlare con tatto e decoro [μετ’ εύπρεπείας], il parlare 'per obliquo' [κατά πλάγιον], il parlare 'per contrario' [κατά τό εναντίον]) e un utile e dettagliato sunto (pp. 16-21), e di un parágrafo (3) che traccia uno status tpiaestionis degli studi sull'argomento. Nel penúltimo par...

Journal
Rhetorica
Published
2012-06-01
DOI
10.1353/rht.2012.0021
CompPile
Search in CompPile ↗
Open Access
Closed
Topics
Export

Citation Context

Cited by in this index (0)

No articles in this index cite this work.

Cites in this index (0)

No references match articles in this index.