La potenza della parola. Destinatari, funzioni, bersagli cur. di S. Beta
Abstract
Reviews La potenza della patota. Destmatan, fimziotii, bersagli, Atti del convogno di studi (Siena, 7-8 maggio 2002), a cura di S. Beta, (Fiesole: Edizioni Cadmo, 2004), 179 pp. La potenza della parola è un agile volume, sesto tra i Quadernidel ramo d'oro, ed è il frutto di uno dei convegni organizzati dal Centro Interdipartimentale di Studi Antropologici sulla Cultura Antica dell'Università di Siena, che per istituzione coniuga discipline e approcci scientifici diversi per lo studio del Mondo Antico. Il tema è—come indica il titolo—quelle della parola efficace e dei suoi funzionarnenti sulle tracce in particolare delle teorie sugli speech acts del filosofo del linguaggio J. L. Austin (How to Do Things with Words, Oxford 1962) e dei più recenti sx iluppi dell'antropologia del linguaggio. I contributi spaziano dall'epica omerica al profetismo africano e aile odierne campagne elettorali americane. Ma alla diversité di culture e di approcci corrisponde una notevole interazione tra gli studiosi, che ha trovato la sua gestazione prima e durante il convegno, e poi ancora nella fase di redazione del volume (tra le moite indicazioni v. pp. 15 n. 1, 133-35, 149 n. 1). In particolare rappresenta un punto di convergenza di interessi e di prospettive di analisi per tutti gli autori (v. p. es. alie pp. 43s., 101s., 104 n. 8, 117, 130s., 136) l'intervento dal titolo II fare del linguaggio di Alessandro Duranti, che è posto a sigillo del volume (pp. 149-66). Infatti si tratta di un approccio per eccellenza interdisciplinare, quello proprio dell'antropologia lingüistica, che studia il linguaggio come prassi, divertiré, potenzialità e azione sociale (v. A. Duranti, Antropología del linguaggio, Roma 2000, p. 30). L'oratoria samoana, che è stata l'oggetto di numerosi studi da parte dell'A., costituisce il primo spunto per una verifica sul dire comefare: quando in un consiglio di villaggio si passa dalla celebrazione del passato alia discussione politico-giudiziaria, si puo osservare come la transizione sia marcata dalla formula tatou talatalanoa 'parliamo(ne) insieme', la quale indica una forte corrispondenza tra parola e azione. Per i Samoani il verbofai vale sia 'dire' che 'fare', cosí viga ha il valore sia di 'significato' che di 'azione'. Parole diverse—se ne deduce—rendono possibili mondi diversi. Salle tracce di Austin il dire come fare deve essere concettualizzato nella prospettiva del contesto e degli interlocutori piuttosto che in quella delle intenzioni (il cui ruolo è stato sottolineato invece da J. R. Searle e da H. P. Grice, cf. Durand Rhetorica, Vol. XXIV, Issue 2, pp. 217-232, ISSN 0734-8584, electronic ISSN 15338541 . U2006 by The International Society for the History of Rhetoric. All rights re served. Please direct all requests for permission to photocopy or reproduce article content through the University of California Press's Rights and Permissions website, at www.ucpress.edu/journals/rights.htm. 218 RHETORICA 2000, pp. 206-11). Il significato di un enunciato è il prodotto di un'interazione ed è proiettato verso gli effetti che esso produce. L'A. presenta poi una seconda prospettiva d'indagine sul linguaggio come costruzione del Sé nel rapporto con gli interlocutori. L'esempio proposto è relativo al discorso politico, in quanto parola che per eccellenza viene agita in pubblico. Per il candidato delle elezioni americane Walter Capps la potenza del racconto diviene azione, la narrativité è utilizzata di fronte agli elettori per creare una persona, un Sé politico nelPinterazione tra l'enunciato e gli interlocutori, anche al di là delle stesse intenzioni del locutore. È quello che avviene a Odisseo tra i Feaci—come possiamo osservare dalla nostra pro spettiva épica—, quando attraverso la narrazione ritorna a essere un eroe, anzi è proprio attraverso il suo stesso racconto che diviene l'eroe del nostos, prima ancora che attraverso i1 canto degli aedi. Un'ultima valutazione riguarda l'agentività (agency), di cui PA. propone una definizione: è «la propriété di quegli enti che (i) hanno un certo grado di controllo sulle loro azioni, (ii) le cui azioni hanno un effetto su altri enti (e a volte su se stessi), e (iii) le cui azioni sono oggetto di valutazione» (cf. A. Duranti, Performance and Encoding ofAgency in Historical-Natural Languages, in SALSA Proceedings, vol. 9, eds. K. Henning, N. Netherton...
- Journal
- Rhetorica
- Published
- 2006-03-01
- DOI
- 10.1353/rht.2006.0018
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