Arte della parola e parole della scienza. Tecniche della comunicazione letteraria nel mondo antico cur. di Raffaele Grisolia, Giuseppina Matino
Abstract
Reviews RaffaeleGrisolia, Giuseppina Matino (a cura di), Arte della parola e parole della scienza. Tecniche della comunicazione letteraria nel mondo antico, Napoli: M. D'Auria editore, 2014,280 pp. € 68,00. ISBN 978-8870-9236-05. Il volume raccoglie tredici saggi prodotti da un gruppo di ricerca attivo presso PUniversitá Federico II di Napoli ed integra una precedente collezione allestita dai medesimi curatori e apparsa nel 2012. Il primo contributo (A. Borgo, Tra storia e retorica: il contrasto CiceroneAntonio nella settima suasoria di Seneca il Vecchio, pp. 9-24) esamina il tema declamatorio che vede Antonio promettere salva la vita a Cicerone proscritto a patto che questi dia alie fiamme la propria opera. Seneca si mostra attento agli effetti che le guerre civili e l'avvio del principato esercitano in ámbito cultúrale, restringendo la liberta e perseguitando la dissidenza, e la figura di Cicerone incarna la contrapposizione fra potere e ingenium, parola tematica , quest'ultima, della settima suasoria. Proprio sulla carenza di ingenium di Antonio l'oratore aveva del resto insistito nella seconda filippica, fonte privilegiata dei declamatori; per questa via, pero, la lotta si sposta sul piano etico e cultúrale e i retori si fanno paladini di un'opposizione desiderosa di mantenere vivi gli ideali culturali della res publica piú ancora di quelli politici. C. Carotenuto tratta di Prassi retorico-lingüistica del «Líber Abad» di Leonardo il Pisano (pp. 25-44), o Leonardo Fibonacci, autore nel XIII secolo del primo trattato di matemática che diffonde in Occidente le conoscenze indiane mediate dagli Arabi; in attesa di un'edizione critica del Liber, in corso di allestimento da parte dell'autrice, il saggio si propone un primo sondaggio della lingua usata da Leonardo. I caratteri indagati riguardano Puso del congiuntivo esortativo, proprio della trattatistica didascalica; Paltemanza tra seconda persona singolare e prima plurale, comune al linguaggio matemático tardo-medievale; la terminologia del calcólo, che prevede costantemente l'imperativo dell'operazione e il futuro del risultato; la costruzione dei verbi della moltiplicazione, in cui a per si altemano in e contra; Pimpiego dei preverbi per conferiré maggiore precisione ai termini tecnici; Pesame del lessico discipli nare, ancora non definito in modo univoco. II contributo di F. Conti Bizzarro, Un cattivo sovrano in Polluce (pp. 45-55), muove dal passo deWOnomasticon in cui viene tracciato il quadro del re malvagio : i termini impiegati da Polluce sono accuratamente analizzati e se ne Rhetorica,Vol. XXXV, Issue 2, pp. 228—236. ISSN: 0734-8584, electronic ISSN: 1533-8541.© 2017 by The International Society for the History of Rhetoric. All rights reserved. Please direct all requests for permission to photocopy or reproduce article content through the University of California Press's Reprints and Permissions web page, http:/ /www.ucpress. edu/journals.php?p=reprints. DOI: https://doi.Org/10.1525/rh.2017.35.2.228. Reviews 229 rintracciano i paralleli nel teatro trágico e nella storiografia, che ne fa uso in particolare nei ritratti dei principi romani (Tiberio, Caligola, Nerone). F. Ficca discute Un esempio di "connulicazione mancata”: il discorso di Druso nelfinale délia «Consolado ad Liviam» (pp. 57-73), esaminando la prosopopea di Druso e il suo rapporto con il contesto precedente. La comunicazione tra madre e fíglio è "mancata" perché alla disperata domanda della prima - Ubi es?, ripetuto tre volte - non fa eco alcuna risposta da parte del secondo, che rivendica solo i propri titoli di gloria; inoltre, le parole di Druso contengono appena un breve inciso propriamente consolatorio. Viene quindi sviluppato un puntúale confronto con le eonsolationes senecane, dal quale si traggono elementi per la datazione delFoperetta, che risente del modello senecano e al tempo stesso difficilmente potra collocarsi oltre l'epoca giulio-claudia. II saggio di G. Germano, Nuove funzioni dell'erudizione classica e comunica zione letteraria nel mondo poético di Giovanni Pontano: gli esempi di «Hendec.» II24 e«Urania» I 970-1023 (pp. 75-93), discute i modi in cui la poesia umanistica in latino riprende e rifunzionalizza l'apparato mitologico-erudito mutuato dalla cultura classica. La prima lirica è dedicata al letterato di origine bizantina Manilio Cabacio Rallo e presenta una rarefatta evocazione di sette divinité del corteggio di Venere...
- Journal
- Rhetorica
- Published
- 2017-03-01
- DOI
- 10.1353/rht.2017.0018
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